Traffico, le priorità del comandante

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di Giorgio Civati

Nella nostra infinita ingenuità, e forse anche un po’ scioccamente, eravamo convinti che i vigili si occupassero anche e soprattutto di traffico. E invece, a quanto pare, ci sono «altre priorità». Mancano uomini e mezzi, nonostante le dieci recenti nuove entrate in organico, scarseggiano i fondi ma, soprattutto c’è altro di più importante. Lo dice Donatello Ghezzo, comandante della polizia municipale della città di Como, e ne prendiamo atto. Siamo addirittura un po’ più sollevati: temevamo che i vigili ignorassero “nodi” come viale Innocenzo o viale Giulio Cesare, che non si accorgessero di incroci intasati dalle troppe auto, strade bloccate, che vedessero Como come una città dal traffico scorrevole e ordinato, quasi paradisiaca vista dai vetri delle automobili. E invece no: sanno tutto, a quanto pare, ma non possono intervenire, proprio non ci riescono, perché i problemi veri sono altri.

Rasserenati, si fa per dire ovviamente, non possiamo però non chiederci quali altre “priorità” ci siano, tanto da impedire il pattugliamento delle strade, magari con presenze fisse negli orari più nevralgici. Le scuole? Sicuramente importanti, ma anche qui, senza pretese di scientificità, guardandosi in giro non è che di agenti della polizia municipale se ne vedano a decine. E, ancora, passati gli orari canonici delle uscite da scuola come mai non avanza tempo, per esempio verso le 18 di ogni pomeriggio lavorativo, per dedicarsi ad altro? Siamo consapevoli anche che i lavori d’ufficio sono gravosi, e non mancheranno certo gli addetti alla scrivania: niente paletta e fischietto, al loro posto il Pc.

Anche questo giusto, giustissimo. E poi chissà quanti compiti toccano alla polizia municipale, che noi gente comune nemmeno riusciamo a immaginare. Ma, sempre dal basso della nostra ingenuità, pensavamo che la strada fosse l’habitat naturale di un vigile. A elevare contravvenzioni se è il caso, e comunque a gestire, dirigere, sciogliere ove possibile un traffico sempre elevato, spesso in tilt, a volte completamente fermo.

Che nostalgia di quell’immagine degli anni Sessanta, con il vigile sul rialzo in mezzo all’incrocio: una figura che incuteva un po’ di timore ma dava anche conforto, aiuto, certezza di un controllo superiore. Roba da film, ormai, lo sappiamo, e il pizzardone interpretato magistralmente da Alberto Sordi non esiste più, da nessuna parte. A Como, però, i vigili ci mancano  sempre di più. In coda, bloccati in mezzo a un incrocio, con semafori  troppo brevi per un traffico così intenso o forse mal sincronizzati, restiamo convinti che andare da Villa Olmo a S. Agostino o da via Milano a via Dante sia un diritto, anche in auto, e che qualcuno dovrebbe preoccuparsi di garantircelo, questo diritto. Che tristezza, la rassegnazione espressa dal comandante dei vigili di Como.

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