Tragedia del Mottarone: «Il cordoglio della politica mi fa rabbia»

Funivia Mottarone

«Non si può morire portando la famiglia in un posto tranquillo, o cadere da un ponte: le condoglianze della politica mi fanno solamente più rabbia, perché la responsabilità di queste tragedie è la loro».

È lo sfogo fatto all’agenzia Ansa dallo zio del piccolo Mattia Zorloni, 5 anni, morto nella tragedia del Mottarone con la mamma, la comasca 37enne Elisabetta Personini, e il papà Vittorio, 55enne della provincia di Varese.
Elisabetta e Vittorio aspettavano il giorno del matrimonio, fissato per il mese prossimo nel comune di residenza. Uno dei familiari, Corrado Guzzetti, fratello della ex moglie di Vittorio Zorloni, zio di Angelica, figlia maggiore dell’uomo e che si sente a tutti gli effetti anche zio di Mattia, non riesce a trattenere la rabbia.

«Vittorio sarebbe diventato nonno per la seconda volta a breve – dice – Nel nostro Paese ci si occupa delle cose quando è troppo tardi, mentre la gente rischia di morire per un momento di serenità».

Il dolore per la morte di Mattia e dei suoi genitori unisce Como e Varese.
Elisabetta è cresciuta a Carlazzo e nella zona vivono il fratello e i genitori. Con il compagno Vittorio e il piccolo Mattia la donna si era poi trasferita a Vedano Olona. Qui il bimbo frequentava l’asilo e i suoi compagni hanno dedicato all’amichetto disegni e pensieri. La Procura di Verbania ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti e lesioni gravissime.

Ieri mattina, la seduta del consiglio regionale della Lombardia si è aperta con la commemorazione delle vittime della tragedia del Mottarone e con un minuto di silenzio.
«Oggi è il tempo del lutto e della memoria, non c’è e non ci può essere spazio per altro. Non ci sono parole – ha sottolineato ieri il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi – Oggi è il momento del ricordo dedicato alle 14 persone che hanno perso la vita. Consapevoli che, all’interno di questa tragedia, portiamo comunque con noi un barlume di speranza grazie a Eitan, il bambino unico superstite, salvato dall’abbraccio di suo papà nell’ultimo gesto di amore e protezione. Un’immagine che dovremmo portare sempre nei nostri cuori e che come genitori ci induce a essere ancora più vicini al piccolo Eitan».

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