Tragedia della depressione in via Canturina, slitta l’interrogatorio del vigile in pensione

Gli agenti della Polizia di Stato intervenuti sul luogo dell’omicidio (Foto Nassa)

Rimane piantonato in una delle due camere di sicurezza dell’ospedale Sant’Anna, Armando Molteni, vigile urbano in pensione che venerdì pomeriggio ha ucciso con un coltello da cucina la moglie, Anna Radice di 76 anni. I due si trovavano nel loro appartamento di via Canturina, ad Albate.
Dopo aver colpito più volte a morte la compagna di una vita, Molteni aveva cercato a sua volta di uccidersi. È stato così ricoverato al Sant’Anna di San Fermo, anche se le sue condizioni non sono gravi. Ha una ferita al collo, una piuttosto profonda al braccio destro, due segni anche su quello sinistro e altre lesioni più lievi. L’uomo è in stato confusionale e non è ancora in grado di parlare con gli inquirenti. Il suo interrogatorio è così slittato di alcuni giorni. Il Tribunale di Como ha invece già disposto l’autopsia della vittima, che verrà eseguita già nelle prossime ore.
Molteni aveva lavorato per quasi trent’anni come vigile urbano a Como. Prima il servizio sulla strada, poi in auto e, infine, il distaccamento negli uffici della Prefettura a Como, dove era rimasto fino all’età della pensione.
Si occupava di verbali e dei ricorsi alle contravvenzioni che gli utenti della strada possono presentare direttamente al prefetto. Da tempo si era però ritirato a vita privata e con gli ex colleghi in divisa non aveva più rapporti quotidiani. Persona mite, nessuna macchia nella sua vita. Quel raptus omicida si può probabilmente spiegare unicamente con la depressione che lo aveva colpito con l’avanzare dell’età. Anche la moglie accusava i segni delle primavere che passavano inesorabili.

Venerdì è stato il figlio maschio della coppia (hanno anche una femmina) a chiamare i soccorsi. Si era recato a trovare i genitori nella palazzina in mezzo al verde, collegata alla via Canturina, tra Albate e Muggiò. Mamma e papà stranamente non rispondevano al telefono. Eppure era sicuro che a quell’ora dovevano essere in casa. E in casa c’erano i genitori, ma il figlio si è trovato davanti a una scena raccapricciante.
La madre riversa a terra senza vita e il padre coperto di sangue.
Nessuno si dà pace il giorno dopo il delitto. Difficile trovare una spiegazione se non nell’improvviso degenerare di una malattia che annebbia la mente. Molteni, secondo alcuni conoscenti, era parso provato negli ultimi tempi. Particolarmente pallido. Diceva di non sentirsi in forma e di soffrire di insonnia. Sintomo probabilmente di un malessere ben più grave e di più profondo.
P.An.

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