Tragica caduta fuori da un bar di Binago. Per l’autopsia la vittima aveva bevuto

Omicidio preterintenzionale

(m.pv.) Un valore di alcol di quattro grammi per litro di sangue. Ovvero, giusto per fare un paragone, di otto volte superiore al limite consentito per chi guida, che è dello 0,5. È questo un primo, parziale responso dell’autopsia compiuta sul corpo di Massimo Villa, il 48enne residente a Solbiate che ha perso la vita a seguito di una caduta dalle scale davanti a un bar di Binago. Un esito drammatico che ha fatto seguito a un diverbio con un amico di lunga data, Pietro Strambini, 73 anni, ora

accusato dalla Procura di Como di omicidio preterintenzionale. Da quanto è stato ricostruito, infatti, Villa staccò i fili elettrici dell’auto di Strambini, forse per uno scherzo, e da qui nacque un litigio con il 73enne culminato pare in uno schiaffo. Villa cadde per terra, non riuscendo ad afferrare il passamano della scala. Un impatto devastante con il marciapiede che gli è poi costata la vita.
Sul corpo della vittima, il magistrato che indaga sull’accaduto – Simone Pizzotti – ha disposto l’autopsia il cui esito finale non è ancora giunto in Procura.
Ma al magistrato è invece già stato comunicato il livello di alcol nel sangue dell’uomo che, come detto, era alto.

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