Tramonta il mito delle strade svizzere. Le buche sono un problema serio anche nelle città del Canton Ticino

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Storie di frontiera
A Lugano interpellanza per chiedere interventi sulla viabilità

Dire che crolla un mito è forse troppo. Senza dubbio, però, un’interpellanza presentata da due consiglieri comunali di Lugano apre una crepa in quella che, per i comaschi, è sempre stata una convinzione più che granitica: le strade svizzere sono perfette, un tavolo da biliardo. A metterlo in dubbio sono ora gli stessi elvetici, che denunciano buche e scarsa manutenzione.
«La qualità delle nostre strade sta peggiorando a vista d’occhio», denunciano nell’interpellanza i consiglieri liberali

Peter Rossi e Giovanni Bolzani.
Un testo che ricalca in tutto e per tutto denunce simili a quelle che siamo abituati a leggere per segnalare lo stato delle strade comasche. «Buche – dicono Rossi e Bolzani – tombini non allineati al manto stradale, solchi longitudinali profondi che ci guidano dove vogliono loro e passaggi pedonali poco visibili sono realtà sempre più presenti. Chi circola in auto ma soprattutto sulle due ruote se ne è accorto anche a scapito della propria sicurezza».
I due esponenti del Plr di Lugano puntano il dito contro «una manutenzione inadeguata a un traffico sempre maggiore» e, pur ammettendo una ristrettezza di risorse dalla quale Lugano non è immune, chiedono di «non esagerare con i risparmi se di mezzo c’è l’incolumità dei cittadini».
Rossi e Bolzani chiedono cosa intenda fare il Comune e con quale tempistica per rimediare a importanti problemi sul fronte della sicurezza stradale e per la tutela dei pedoni.
La municipale Cristina Zanini Barzaghi – omologa di un nostro assessore ai Lavori pubblici – getta acqua sul fuoco parlando di una situazione delle strade comunque buona. Lo stesso assessore però conferma un aumento delle segnalazioni dei cittadini. «Non possiamo più pretendere di avere lo standard di qualche anno fa, che era elevatissimo e prevedeva manutenzioni anche sulle strade private». La necessità di tirare la cinghia, appare chiaro, è ormai un’urgenza inderogabile anche nella vicina Svizzera, indicata in passato come un modello di efficienza e di qualità.
«Il problema di trovare le risorse per fare la manutenzione c’è per tutti ed esiste anche per gli svizzeri – conferma Raoul Ghisletta, presidente del Partito socialista di Lugano e presidente del consiglio comunale di Lugano – Ora non credo sia il caso di drammatizzare la situazione. Il Ticino sta risparmiando, come tutti. Non significa però che non si faccia più manutenzione. Piuttosto, si diluiscono gli interventi nel tempo».
La programmazione di ciascun cantiere scade in modo diverso e le risorse sono stanziate sul lungo periodo. «I problemi segnalati nell’interpellanza sono limitati a piccole zone, perlopiù di montagna – dice Ghisletta – Ciò premesso, il problema degli standard di qualità esiste perché, spalmando gli investimenti e quindi gli interventi nel tempo, i livelli scendono».
Nella loro interpellanza, i consiglieri fanno riferimento a un traffico in costante crescita e a strade non più adeguate a supportare l’attuale carico veicolare.
Proprio su questo versante, secondo il presidente del consiglio comunale di Lugano, sarebbe necessario intervenire.
«Accantonando un attimo il problema della manutenzione delle strade – dice Ghisletta – credo che il vero problema a Lugano sia che non si investe abbastanza sul rafforzamento dei mezzi pubblici. In città, secondo gli studi più recenti, 9 persone su 10 si spostano in auto o comunque con i loro mezzi privati. Questo è il vero problema e su questo si dovrebbero aumentare gli investimenti piuttosto che sulle strade. In passato c’è sempre stata la tendenza a privilegiare gli investimenti sulle strade – conclude Ghisletta – In questo modo, la mobilità privata ha continuato a crescere. È un circolo vizioso. Più automobili sono in circolazione, più le strade si deteriorano e crescono i costi della manutenzione. In un momento in cui le risorse scarseggiano questo diventa inevitabilmente un problema. È il momento di mettere fine a una politica incentrata sull’auto e investire sul trasporto pubblico».

Anna Campaniello

Nella foto:
Anche a Lugano si discute di buche nelle strade, qualcosa che in passato non era forse nemmeno ipotizzabile

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