Trasporto privato, settore allo stremo

Pullman turistici

Invocato a più riprese come settore utile a colmare le possibili lacune del trasporto pubblico, stretto fra cambi di orari delle scuole e scarsità di mezzi, il comparto del trasporto privato però, oltre a molte parole, non ha ancora avuto segni evidenti di interessamento. Almeno in provincia di Como, infatti, nulla si muove e gli operatori si ritrovano sempre di più in una situazione di profonda crisi. L’ultimo in ordine di tempo a parlarne è stato Angelo Colzani, presidente dell’Agenzia per il Tpl che, per studiare le future nuove esigenze delle scuole, obbligate, salvo ripensamenti, a fare entrare gli alunni non prima delle nove in classe, ha preso in considerazione proprio il trasporto privato come sostegno a quello pubblico impegnato a rimodulare negli orari. «Ormai non ci crediamo più. E purtroppo in questi mesi siamo lentamente sprofondati in una situazione da cui sarà difficile riprendersi. Stiamo svanendo – ha detto Giuliano Salvaterra addetto del comparto e membro di Cna Lario e Brianza – Anche oggi (ieri, ndr) a Milano molti esponenti del comparto hanno protestato perché stiamo ancora aspettano i fondi che ci erano stati promessi durante il lockdown. A oggi abbiamo ricevuto una sola mensilità. Qui ci sono aziende che non potranno che chiudere. Pensavamo e puntavamo a una ripresa in settembre ma tutto è fermo».
E la situazione degli ultimi giorni, con i numeri dei contagi in risalita, non possono che spaventare.
«Sarà sempre più complicato uscirne. Basti dire che negli ultimi 10 giorni mi hanno disdetto ben 5 prenotazioni per altrettanti pullman. Annullamenti motivati tutti, su mia richiesta di sapere cosa fosse accaduto, dalla paura della situazione», aggiunge Salvaterra. E in molti, non vedendo un futuro nel settore del trasporto privato, hanno deciso «di cambiare e si sono spostati nel settore del trasporto merci. Sono diventati camionisti e hanno trovato una ricollocazione in un comparto che continua a viaggiare. Ironia della sorte, se qualcuno dovesse infine venire a cercarci non ci saranno magari neanche più gli autisti», conclude Giuliano Salvaterra.

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