Trasporto pubblico e lockdown, ecco come chiedere il rimborso degli abbonamenti

Il decreto Rilancio prevede le modalità di rimborso degli abbonamenti non utilizzati

Primi passi in riva al Lario verso l’atteso rimborso degli abbonamenti e dei biglietti dei mezzi pubblici non utilizzati dai pendolari durante i mesi di limitazione degli spostamenti a causa della pandemia.

L’articolo 215 del decreto Rilancio del 19 maggio scorso prevede “Misure di tutela per i pendolari di trasporto ferroviario e trasporto pubblico locale”, tra cui il rimborso degli abbonamenti e dei biglietti  non utilizzati durante il periodo di lockdown. Le aziende di trasporto pubblico stanno valutando le modalità di applicazione di questa norma.

Nel frattempo, il Comune di Como, d’intesa con Asf, invita «chi avesse abbonamenti non fruiti per il trasporto urbano di Como a mandare una email con i dettagli del proprio abbonamento e della propria tessera di riconoscimento Asf all’indirizzo Urp@asfautolinee.it». L’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) dell’azienda di trasporto risponderà chiedendo di compilare un modulo, «in attesa – precisa Palazzo Cernezzi – che vengano chiariti i termini legislativi in merito alle modalità del rimborso e ai modelli di autocertificazione da utilizzare».

Due le modalità di rimborso previste dal decreto legge del 19 maggio. Le aziende  di trasporto pubblico possono, secondo quanto scritto all’articolo 215, «emettere un voucher di importo pari all’ammontare del titolo di viaggio, compreso l’abbonamento, da utilizzare entro  un  anno dall’emissione» oppure  «prolungare la  durata  dell’abbonamento  per  un  periodo corrispondente a quello durante il quale non è  stato  possibile utilizzarlo».

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