Trasporto scolastico, dai Comuni soluzioni “fai da te”

Il pullman in servizio per gli studenti di Senna

Il colore giallo fa pensare a un lento ritorno a una parvenza di normalità. Tra bar e ristoranti aperti a pranzo e gente a passeggio, è però forse il progressivo rientro degli alunni delle superiori in classe a infondere la vera speranza di una ripartenza. Ma, come ribadito da tutti gli esperti, sarà decisivo mantenere la massima cautela a partire dal nodo cruciale dei trasporti. Ecco allora che alcuni Comuni della provincia hanno deciso di pensare a un servizio di trasporto privato dei loro ragazzi verso gli istituti di Como e Cantù.

«In effetti qualcosa si sta muovendo – conferma Giuliano Salvaterra, esponente del settore del trasporto privato di Cna Lario e Brianza – Alcuni piccoli Comuni si stanno interessando. Mi sembra una soluzione percorribile che noi stiamo proponendo da mesi, da quando l’emergenza è scoppiata e si discuteva delle carenze del trasporto pubblico nel garantire gli standard di sicurezza. Il problema è che molte aziende del nostro comparto sono ormai in situazioni catastrofiche. Chi proprio è a secco e rischia veramente di chiudere è chi opera nel settore turistico, dove tutto è assolutamente fermo».

Tornando al trasporto scolastico, ieri a Senna Comasco è cominciato il servizio di pullman per gli studenti organizzato dal Comune e attivo per ora dal lunedì al venerdì su tre direttrici: Como periferia, Como centro e Cantù in base alle scuole da raggiungere. «Visto che ogni istituto ha formulato un proprio orario di entrata e uscita spesso scaglionato nella giornata per rispettare le direttive anti-assembramento – dice il sindaco Francesca Curtale – i primi giorni saranno di rodaggio. Poi il tutto verrà aggiustato».

Una soluzione che è stata valutata anche da altri Comuni come ad esempio quello di Bregnano. «Abbiamo fatto fare dei preventivi alle aziende ma essendo il nostro paese al confine con diverse province abbiamo studenti diretti verso troppi territori differenti – spiega il sindaco Elena Daddi – Impossibile gestire tutto e soprattutto coprire i costi di un simile servizio». Per adesso non è invece un’opzione presa in considerazione da centri più grandi, come per esempio Cantù. «Il monitoraggio quotidiano, organizzato di concerto con la Prefettura, non ha evidenziato la necessità di questo servizio in parallelo a quello pubblico», ha detto il primo cittadino Alice Galbiati.

Intanto ieri, nel primo giorno di zona gialla per la Lombardia, Asf Autolinee non ha «registrato significative problematiche legate al trasporto degli studenti e del resto dell’utenza, nemmeno nelle fasce orarie più critiche, in concomitanza con l’ingresso e l’uscita degli studenti dagli istituti scolastici». «Le presenze rilevate – aggiunge Asf – sono di gran lunga al di sotto del 50% imposto dal Dpcm e non si è registrato alcun superamento del limite di capienza massimo. L’azienda, dopo gli accordi presi nei tavoli tecnici e istituzionali, ha aggiunto 150 corse sul servizio urbano ed extraurbano, con l’obiettivo di assicurare il distanziamento sociale ed evitare assembramenti sui propri mezzi». Il monitoraggio costante ha evidenziato «sulla corsa più affollata di giornata, una extraurbana, 51 utenti presenti sul mezzo, a fronte di una disponibilità di 64 posti, quindi al di sotto del tetto del 50%. Nella maggioranza dei casi, per il trasporto degli studenti vengono utilizzati mezzi snodati che possono contenere fino a 70 utenti tra posti a sedere e in piedi e non sono imputabili all’azienda di trasporto pubblico eventuali assembramenti alle fermate dei bus o violazioni delle normative anti-Covid».

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