Travolto e ucciso a Como: «Chi ha visto ci aiuti»

Auto Polizia di Stato

A lanciare l’allarme, alle 5.40, era stato un automobilista in transito lungo la rampetta e senso unico e in discesa che collega via Pasquale Paoli a via Clemente XII, in direzione del forno inceneritore.
Secondo l’autopsia, e secondo la gravità della ferita riportata (una sola, al cranio, da schiacciamento) l’impatto era avvenuto da pochissimo, intorno alle 5.35. Motivo per cui la polizia di Como, squadra Mobile, chiede a tutta la cittadinanza un aiuto per risalire a quello che possa essere successo, all’alba di domenica, al 22enne di Rebbio Gaetano Banfi, investito da un’auto (o da un altro mezzo) che si è poi allontanato senza prestare soccorso.
Ogni dettaglio su veicoli in allontanamento dal punto dell’incidente tra le 5.15 e le 5.35 di domenica mattina, potrebbe essere utile per ricostruire l’incidente mortale. Secondo l’autopsia effettuata dall’anatomopatologo del Sant’Anna, Giovanni Scola, il giovane giardiniere residente con la madre in via Spartaco, era già a terra al momento dell’impatto. A terra sì, ma vivo. La morte è stata infatti provocata da quell’unica ma gravissima ferita da schiacciamento.
Esclusa dunque la colluttazione, escluso anche un colpo con un oggetto contundente.
Gaetano è morto dopo essere stato schiacciato su quella rampa da una macchina o da un altro mezzo che poi si è allontanato. Impossibile non sentire il colpo. Quindi, parlare di automobilista “pirata” è quantomeno appropriato.
La squadra Mobile di Como sta facendo il possibile, in queste ore, per individuare il responsabile. Sono stati effettuati più sopralluoghi e acquisite tutte le telecamere presenti nella zona, praticamente coprendo un’area che va da piazza Camerlata (dove alle 4.10 della mattina il ragazzo era stato lasciato dalle amiche con cui aveva trascorso la serata) al punto dell’incidente fino a Grandate e Casnate, possibili vie di allontanamento per l’automobilista in fuga.
Frame video che verranno passati al setaccio alla caccia di anche un solo elemento che possa essere decisivo nel ricostruire il puzzle.
Tassello che, sperano gli inquirenti, potrebbe arrivare anche da qualche testimone passato in quelle vie proprio in concomitanza con l’accaduto.

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