Travolto e ucciso dai detriti nel 2017 a Bellagio: quattro rinvii a giudizio

tribinale como palazzo di giustizia

Una condanna a due anni in Abbreviato e quattro rinvii a giudizio. Si è conclusa così l’udienza preliminare per l’infortunio sul lavoro mortale che si era verificato a Bellagio il 14 maggio del 2017.

Nazareno Bretti, operaio 58enne originario di Giussano ma domiciliato a Bellagio, era rimasto sepolto sotto una pioggia di detriti derivata dal cedimento della soletta del piano superiore dello stabile in cui stava lavorando. Bretti, in compagnia di un altro operaio, stava allargando una porta di una casa della frazione Casate, quando avvenne il collasso strutturale che lo travolse uccidendolo per soffocamento.

Il pm Simone Pizzotti ha portato di fronte al giudice dell’udienza preliminare cinque persone. Il committente dei lavori – un 56enne di Bellagio – ha scelto (unico tra gli indagati) la via dell’Abbreviato, venendo condannato a 2 anni con lo sconto di un terzo della pena. I soci dell’impresa di Bellagio affidataria dei lavori (un 42enne e un 44enne di Bellagio, un 46enne di Lezzeno) e il coordinatore del progetto (53 anni, sempre di Bellagio) hanno preferito non scegliere riti alternativi. Il giudice, al termine dell’udienza, ha accolto le richieste della Procura rinviandoli a giudizio. Al momento del crollo – da quanto emerso nella ricostruzione della Procura – la vittima stava rimuovendo le macerie.

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