Travolto e ucciso nel parcheggio: udienza al via. In aula una donna di Guanzate

Il punto dell'investimento mortale

Nessun accordo sul patteggiamento e nuovo rinvio a fine gennaio nel tentativo di trovare una intesa tra la pubblica accusa e la difesa.
Si è conclusa così la prima udienza preliminare di fronte al Gup di Como, Massimo Mercaldo, con imputata la donna 50enne di Guanzate accusata di omicidio stradale e della successiva fuga dopo aver travolto un 67enne del paese, Mario Papaluca, in un parcheggio di viale Somaini.
Probabilmente, prima della tragedia, l’uomo si era accasciato, vittima di un malessere. La donna alla guida di un’auto in manovra, non l’aveva visto e l’aveva travolto, allontanandosi poi senza prestare aiuto. L’uomo, ferito, era riuscito a parlare con i suoi soccorritori, compresa la polizia locale, riferendo notizie importanti sul modello dell’auto che l’aveva colpito e pure sul colore. Elementi che avevano permesso, con la successiva visione delle telecamere, di risalire al pirata della strada, che poi era una donna. Le condizioni del ferito si erano aggravate e l’uomo aveva perso i sensi. Il decesso era sopraggiunto nel corso del trasporto in ospedale.
La Procura di Como (pm Simone Pizzotti) ha contestato alla donna l’omicidio stradale e la successiva fuga del conducente. Reato quest’ultimo che contrasta con l’obbligo per chi guida «di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona» in seguito all’impatto.
Le indagini erano state condotte dai carabinieri di Appiano Gentile e dai colleghi del Nucleo operativo della compagnia di Cantù che erano risaliti a quella Fiat Grande Punto grigia che era stata indicata dalla stessa vittima. La 50enne (sposata e madre di due figli), quando si era trovata di fronte ai militari, aveva riferito di non essersi accorta dell’investimento, di non aver sentito alcun colpo.
La parte offesa nel frattempo è stata risarcita. ù

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