Cronaca

TRE CONDIZIONI PER CONTARE DI PIU'

di MARCO GUGGIARI

L’interesse del territorio
A notte fonda la sorpresa. La pattuglia di candidati comaschi eletti al Pirellone è salita a quattro. Ai consiglieri sicuri già da qualche ora, Pozzi (Pdl), Bianchi (Lega), Gaffuri (Pd), si è aggiunto Rinaldin (anch’egli Pdl), ripescato grazie al computo dei cosiddetti “resti”.
La nostra provincia torna così ad essere rappresentata in consiglio regionale come nel 2000, recuperando un seggio rispetto alla tornata di cinque anni fa. È un dato che va potenzialmente salutato con favore. Più comaschi sono presenti nelle stanze

 che contano, più speranze ci sono di un ritorno effettivo sul territorio. Le risposte concrete alle esigenze del Lario, però, dipendono da tre condizioni che, a bocce ormai ferme, è bene esplicitare affinchè siano chiare a tutti.
La prima è la nomina di un assessore regionale comasco. Abbiamo la legittima aspettativa che questo avvenga, sia per i voti con i quali molti elettori locali hanno concorso alla riconferma del governatore Formigoni, sia per il periodo di digiuno vissuto con l’assenza di comaschi per un quinquennio dalla giunta lombarda. E questo è tanto vero che i tempi della doppia presenza di Sala e Pozzi (all’epoca targati Forza Italia) nell’esecutivo, o dei due mandati come presidente del democristiano Guzzetti non sembrano ieri e ieri l’altro, ma preistoria.
Si obietterà che aiuti a Como non ne sono mancati. Un caso su tutti, il nuovo ospedale, lo ha felicemente dimostrato. Ma quanti timori, quanta incertezza, fino all’effettivo via libera ai finanziamenti.
La seconda condizione per un quinquennio produttivo dipende dall’immediato cessate il fuoco dentro il Pdl, da troppo tempo lacerato da beghe e lotte di potere che si sono scaricate come fulmini anche sulle amministrazioni pubbliche locali, in primo luogo quella di Como, con il risultato di incenerire sul nascere provvedimenti relativi al futuro del capoluogo. Che, s’intende, andavano discussi e approvati o bocciati, ma non presi a pretesto per tenere in ostaggio una maggioranza e una città.
Quel che occorre, in pratica, è un accordo vero tra le correnti del Pdl, prima di tutto tra le due espressioni maggiori del partito. Proprio Pozzi e Rinaldin sono moralmente tenuti a dare un contributo distensivo in tal senso, disarmando le proprie truppe in vista di un obiettivo d’interesse generale: l’effettiva governabilità.
Da ultimo, ma non per importanza, c’è una terza condizione perché dalla Regione vengano a Como vantaggi concreti. Si tratta dell’impegno dei quattro eletti a fare squadra, almeno su alcuni pochi temi rilevanti.
Sappiamo di dire qualcosa che assomiglia a un’utopia, ma a costo di essere considerati eterni illusi affermiamo che è sterile provincialismo non collaborare solo in quanto appartenenti a partiti e schieramenti diversi. La statura di un politico e di un amministratore pubblico dipende anche dalla sua capacità di fare filiera.

31 marzo 2010

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto