Tre giorni di neve e il sale per l’asfalto è già finito

Per spalare in centro chiamati anche i profughi nordafricani ospitati in città
Non nevica più. Ma fa freddo. Molto freddo. Dopo 72 ore praticamente ininterrotte di precipitazioni nevose, anche se di lieve entità, quello che resta è un sottile ma insidiosissimo strato di ghiaccio che ricopre i marciapiedi cittadini e le strade meno battute. Dopo il caos viabilistico di martedì sera, con la neve che ha sorpreso tutti, e la replica di mercoledì, ieri la situazione è decisamente migliorata.
Di mezzi, in giro, se ne sono visti. Anche se – è questa la vera emergenza – il sale sta per finire.
«A causa dei noti problemi di budget, ancora per domani mattina (oggi, ndr) riusciremo a garantire i passaggi previsti – dice l’assessore alla Viabilità del Comune di Como, Stefano Molinari – Poi non si sa. Convocherò immediatamente una riunione per fare il punto della situazione». In effetti l’allarme reale è rappresentato dal ghiaccio. Ieri a San Siro, lungo la statale Regina, poco dopo le 6, una Panda con a bordo due donne è finita fuori strada proprio a causa del ghiaccio e si è ribaltata. Le condizioni delle due occupanti, subito soccorse, non sono fortunatamente gravi.
Numerose, anche ieri, le cadute di pedoni traditi dal ghiaccio. E in effetti, girando per la città, mentre le strade a maggior percorrenza risultavano sgombre dalla neve, ciò che attirava l’attenzione erano le condizioni dei marciapiedi. Soprattutto nei quartieri più periferici, dove non sembrava essere passato nessuno a pulire. Da Monte Olimpino a Sagnino, passando per Ponte Chiasso, lo scenario era immutato: strade secondarie e marciapiedi rigorosamente ricoperti dalla neve e ghiacciati.
A Lora, ieri mattina, si sono registrati incolonnamenti nelle primissime ore del giorno per colpa di alcune vetture non attrezzate che hanno rallentato la circolazione. Disagi contenuti anche lungo la statale per Lecco. Intorno alle 6 di ieri mattina i vigili del fuoco sono intervenuti in via Oltrecolle dove un camion si è messo di traverso, paralizzando tutto. Chiuse, sempre ieri mattina, le scuole di Merone e di Monguzzo.
Numerose le assenze in tutti gli altri istituti della provincia, sempre a causa della neve. Quest’oggi le scuole di Como e provincia – istituti superiori – resteranno sicuramente aperte. In controtendenza Lurate Caccivio, dove le elementari e le medie rimarranno chiuse oggi e domani. Rientrando in città e camminando per il centro è subito apparso evidente come anche qui il ghiaccio rappresentati il vero problema. Al lavoro, per le vie e le piazze di Como si sono visti anche alcuni dei profughi giunti nei mesi scorsi in città. «È il frutto di un accordo con i Servizi sociali. Una trentina di richiedenti asilo – ha detto l’assessore Molinari – si sono resi disponibili. Un’operazione e un gesto molto belli che compiono gratis, in segno di ringraziamento per l’accoglienza ricevuta in città. Abbiamo ottenuto buoni risultati e domani si proseguirà anche in periferia. Sono tutti provenienti dall’Africa del Nord, in prevalenza dalla Libia».
L’aspetto curioso è dato dal fatto che molti di loro non avevano mai visto un fiocco di neve. «A loro si sono aggiunti anche alcuni volontari di una palestra di Sagnino», conclude Molinari. Intanto il gelo continua a fare paura. E per contrastare la morsa del ghiaccio, arrivano anche i consigli di Acsm-Agam che, per difendere gli impianti idrici, invita a isolare i contatori e le tubazioni più esposte alle intemperie, fasciandole con stracci di lana o rivestendole con lana di roccia.
Arrivano, infine, anche i primi numeri che evidenziano l’incidenza delle nevicate sull’economia.
Complessivamente nel Nord Italia, per le regioni colpite dalle precipitazioni, la perdita economica causata alle imprese è stimata in oltre 140 milioni di euro. Soltanto in Lombardia, dove la nevicata non è stata eccezionale ma persistente, i danni al sistema imprenditoriale superano i 78 milioni di euro, imputabili soprattutto ai costi per il trasporto ritardato, o bloccato, delle merci (oltre 61 milioni). L’impatto è minore sulle perdite dovute ai ritardi o al mancato arrivo delle persone sul posto di lavoro (più di 16,5 milioni di euro), in base a un’elaborazione effettuata dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati di Registro imprese, Aci e Istat.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Tra gli spalatori anche alcuni immigrati nordafricani che hanno prestato la loro opera come forma di ringraziamento per l’ospitalità ricevuta (fotoservizio Mv)

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