Tre lavoratori in nero, attività sospesa nell’agriturismo

Posto di blocco della Gaurdia di Finanza sulla statale Regina

Attività sospesa e grossi guai in vista per il gestore di un agriturismo nell’Altolago di Como. Nel corso di un controllo effettuato nella giornata di Ferragosto, i finanzieri hanno infatti individuato tre lavoratori in nero. Non solo, due di loro percepivano (indebitamente) l’indennità di disoccupazione. Non avevano insomma mai segnalato all’ente previdenziale di aver trovato una nuova occupazione. Il blitz è stato effettuato dai finanzieri della compagnia di Menaggio con i funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como-Lecco in una giornata in cui i ristoranti del lago sono tradizionalmente pieni.

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha disposto nei confronti dell’esercente anche la sospensione dell’attività, in quanto, nel giorno dell’intervento, i lavoratori in nero accertati superavano la soglia del 20% della totalità dei dipendenti impiegati. Erano 9 in tutto i dipendenti della struttura e 1 su tre non era in regola. Le infrazioni insomma verranno pagate a caro prezzo, con il fermo dell’attività in un momento in cui grazie al turismo le realtà della ristorazione in generale iniziavano a rivedere la luce dopo un anno e mezzo di lavoro a singhiozzo a causa delle misure di contenimento della pandemia.

La guardia di finanza è chiamata a fare rispettare la legge per la «tutela della collettività e della legalità economico-finanziaria nonché per la prevenzione e repressione delle violazioni in materia di “lavoro sommerso”», si legge nella nota inviata ieri alla stampa. L’attività vuole «arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge, ma anche tutelare proprio la parte più debole in un rapporto di lavoro, il personale. Questi ultimi, infatti, lavorando in “nero” o in maniera irregolare, non si vedono riconosciute coperture previdenziali e assicurative, con gravissime conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro», conclude la nota.

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