Trecento lumini da cimitero pronti a sfilare lunedì in consiglio. Una colletta per il ricorso al Tar

protestaztlContro la Ztl in piazza Roma
Proposta dai commercianti anche una forma di ribellione fiscale

Dopo il tramonto, il centro storico si trasformerà in un cimitero. Vetrine spente in città e lumini rossi accesi, in piazza Roma. Accadrà questo lunedì sera, durante la prossima seduta di consiglio.
È la nuova forma di protesta organizzata dal comitato “Como di Tutti” che si batte contro l’allargamento della zona a traffico limitato e la conseguente morte – da qui l’idea di usare i lumini funebri – degli affari. I commercianti dunque non arretrano. Anzi, la ribellione dilaga. L’invasione del palazzo comunale si preannuncia senza precedenti. E dopo una presenza muta e simbolica in aula, il corteo sfilerà, con i lumini accesi, fino

in piazza Roma. Lì dove tutto è nato e dove – è il timore degli esercenti – tutto potrebbe finire con la chiusura definitiva delle attività commerciali. Se lo scorso lunedì erano in 200 a sventolare un foglio bianco in segno di protesta, tra pochi giorni si annuncia la presenza – già confermata – di oltre 300 persone.
E per lanciare un messaggio forte e chiaro, proprio in queste ore uno dei “ribelli” ha ricevuto il compito, non semplice, di acquistare ben 400 lumini. Ogni commerciante, se vorrà, li pagherà 5 euro (il prezzo normale è sui 30 centesimi), così da formare, con la somma restante, una cassa comune per le future iniziative del Comitato, sostenuto incessantemente dal consigliere comunale di “Adesso Como”, Alessandro Rapinese. L’impatto della protesta in fase di realizzazione si preannuncia di sicuro effetto.
Vedere sfilare dal cortile di Palazzo Cernezzi, attraverso le vie del centro e fino in piazza Roma oltre 300 lumini accesi – in una città dove tutte le vetrine saranno avvolte dal buio – sarà inevitabilmente un altro passaggio pesante – come è nelle intenzioni dei commercianti – contro il sindaco Lucini e l’assessore alla Mobilità, Daniela Gerosa. Un segnale ancora più forte verso la giunta che, in ogni caso, ha già più volte ribadito l’assoluta intenzione di andare avanti con il piano.
E tra le forme ulteriori di opposizione alla Ztl, tra i commercianti c’è stato anche chi ha proposto una “ribellione fiscale”. Non pagare, tutti compatti, le tasse comunali. Dalla Tares all’Irpef.
Idea, però, subito bocciata. Mentre si sta ipotizzando anche un’altra iniziativa. La volontà sarebbe di procedere con due o tre auto a dieci chilometri orari in zona lungo lago e nelle strade intorno al centro storico, così da rallentare il traffico e lanciare un messaggio chiaro: far vedere il caos viabilistico che si crea con la Ztl a pieno regime e l’assenza di parcheggi centrali. Intanto prosegue anche la raccolta di adesioni per fare ricorso al Tar.
Tra i commercianti, a breve, si farà una colletta – la cifra oscillerà tra i 100 e i 200 euro in base ai partecipanti – per dare mandato all’avvocato Mario Lavatelli di procedere con il ricorso davanti al tribunale amministrativo. E ancora: vetrine spente a oltranza e future incursioni sempre in consiglio comunale. La lotta sembra dunque essere appena cominciata. I negozianti proprio non vogliono accettare le nuove norme. Nell’area di piazza Roma il transito e le fermate dei bus ai Portici Plinio non verranno subito modificati.
Successivamente, con l’installazione del semaforo in via Rodari, i mezzi pubblici saranno spostati e transiteranno in due sensi di marcia da piazza Roma, liberando i Portici Plinio. Sempre qui, in futuro, un’area servirà per il carico e scarico dei bus turistici. Nell’area di piazza Volta, la Ztl sarà attivata nelle vie Grassi e Garibaldi, dove i parcheggi diventeranno gialli, mentre in via Rubini verrà istituito il doppio senso di circolazione, eliminando gli attuali posti. Sempre in piazza Volta (zona Jasca), resteranno alcuni stalli blu. In seguito, la Ztl comprenderà anche via Rubini e piazzetta Jasca. In serata Daniela Maroni, consigliere regionale (Maroni presidente), dopo aver appoggiato le iniziative di protesta dei commercianti, ha ribadito la sua posizione. «I timori dei negozianti sono legati al pericolo di pesanti flessioni per i loro affari  – dice – è il caso che il Comune apra un tavolo di confronto con gli operatori».
Fabrizio Barabesi

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