Tredici indagati per l’irruzione degli skinhead alla riunione di “Como senza frontiere”

Un’immagine dell’irruzione degli skinhead tratta dal video postato su YouTube da Ecoinformazioni

Tredici indagati per l’irruzione degli skinhead alla riunione dell’associazione “Como senza frontiere” avvenuta il 28 novembre del 2017. La Procura di Como ha chiuso le indagini preliminari a carico dei militanti del Veneto Fronte Skinheads che, secondo l’accusa, hanno compiuto e progettato l’azione contro i volontari comaschi della rete di associazioni che si occupano di assistenza ai migranti, riuniti in una sala del chiostrino di Sant’Eufemia in piazzolo Terragni a Como. Agli indagati è contestato il fatto di aver fatto irruzione senza preavviso nella sala in cui si stava svolgendo la riunione e, con violenza e minacce, di aver interrotto i lavori e costretto i partecipanti ad ascoltare la lettura integrale di un comunicato del Veneto Fronte Skinheads, pretendendo il silenzio assoluto e sistemandosi alle spalle dei volontari. Nel comunicato, la formazione di estrema destra contestava l’attività dell’associazione a favore dei migranti arrivati nel capoluogo lariano.

Uno dei tredici indagati, residente in provincia di Como, è anche accusato di aver progettato e organizzato l’azione compiuta nel novembre di due anni fa. Altri indagati provenivano da diverse province – Lodi, Genova, Brescia, Mantova e Piacenza – ma tutti  facevano riferimento all’associazione Veneto Fronte Skinhead. A tutti e 13 viene infine contestata l’aggravante di aver compiuto l’azione in più persone riunite.

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