Tredici negozi assaltati in appena due mesi: indaga la squadra Mobile

Il sospetto è che per il centro di aggiri una mano cui possano essere attribuiti furti in serie che hanno ormai toccato quota tredici.
Presi di mira negozi e attività commerciali di ogni tipo, gelaterie, pizzerie, ristoranti, bar tra il centro città e la periferia, come Rebbio e Breccia. Colpi che sarebbero iniziati il 26 aprile alla Pagoda Cinese in via Ambrosoli e che sarebbero proseguiti fino alla scorsa notte, quando a essere presa di mira è stata la gelateria Vittoria di Largo Leopardi, sempre a Como.
Sui furti in serie sta indagando la squadra Mobile di Como e il sospetto, come detto, è che possano essere tutti attribuiti alla stessa mano criminale. Le modalità simili dell’azione, quantomeno, spingono gli inquirenti in questa direzione. In tutti e tredici le spaccate notturne il vetro della porta d’ingesso delle attività è stato infranto e in un solo caso il colpo non è andato a segno. Tra i negozi colpiti ci sarebbero in aprile la pizzeria Gitana e il Chicken Hut, entrambi in via Milano. Tre i blitz in maggio, al Lario’s bar di Lazzago, alla gelateria di via XX settembre e al parrucchiere Stephane di via Pasquale Paoli. Incredibile il boom di assalti in giugno. Colpito ancora una volta il Lario’s bar, poi la pizzeria Napul’è, il chiosco di Porta Torre (qui, oltre ai soldi, sono stati portati via pc e una decina di cartoni di bibite), e ancora la pizzeria Senza Nome di via Belvedere, il Crazy Bar (in questo caso furto solo tentato) e il Bar Kebab MilleGusti di via Cattaneo.
La scorsa notte infine l’ultimo assalto in Largo Leopardi. Ben tredici spaccate nel giro di due mesi, con una recrudescenza segnalata soprattutto in queste ultime ore.
Solo i primi tre colpi sono ritenuti ancora incerti in quanto alle modalità di azione, mentre la tesi investigativa è che tutti gli altri possano essere stati portati a termine da una stessa persona, o comunque da più persone legate l’una all’altra. Il bottino è stato quasi sempre di poche centinaia di euro. Un mistero su cui la Mobile di Como sta cercando di fare luce.

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