Tremezzina, il cantiere di quattro mesi fa già paura. Centinaia di chiamate in Comune, ipotesi taxi boat

Una immagine al computer di un tratto della variante della Tremezzina

Fino all’ultimo ci avevano sperato i sindaci e i residenti della sponda occidentale del Lario. Un cantiere un po’ più lungo, certo, ma con senso unico alternato. Invece nulla, la conferma dei quattro mesi di chiusura della Regina, da metà novembre è ora ineluttabile. Lo hanno confermato il prefetto di Como, Andrea Polichetti e il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca dopo gli ultimi tentativi di far cambiare idea ad Anas.
«Sarà durissima. Non si ricorda nella storia della Statale una chiusura così lunga – dice Massimo Castelli, comandante della polizia locale di Tremezzina e già sindaco di Ossuccio – Abbiamo avuto cantieri, frane e altri eventi naturali. Si trattava di emergenze, la gente capiva, qui è diverso». Il centralino della polizia locale è già impazzito per le continue richieste di informazioni. Centinaia di chiamate in Comune. Il vero problema è rappresentato dal tempo. In sei settimane si deve organizzare il trasporto alternativo almeno per i 150 studenti che ogni giorno vanno da Tremezzina a Como, poi ci sono almeno altrettanti pendolari abituati a muoversi in autobus, i frontalieri e tutti i mezzi di servizio e dei fornitori delle attività.
Per quattro mesi ci saranno solo quattro alternative per bypassare lo sbarramento di Colonno: andare via lago, fare il “giro” dalla 36 e da Lecco, passare dalla Valle Intelvi, per scendere a Menaggio o a Porlezza e quindi in Svizzera.
«Sarebbe stato sufficiente prevedere i problemi prima di scrivere il bando – commenta amaro Castelli – capisco che ora sia complicato. Si poteva realizzare un muraglione a lago e fare coesistere cantiere e viabilità. Adesso non ci sono più i tempi. Anche noi abbiamo avuto l’ufficialità giovedì e ci siamo messi all’opera come polizia locale».
«Dobbiamo cercare di spostare più persone via lago – dice ancora Castelli – nell’incontro con il sindaco Mauro Guerra ci siamo detti: proviamo dare risposte e a giocare con le carte che ci sono in tavola. Per martedì abbiamo convocato tutte le società di taxi-boat per realizzare un servizio da Tremezzo ad Argegno».
«Ci sono mezzi che portano fino a cento persone – aggiunge il comandante – Dobbiamo sondare la disponibilità e capire quali siano i costi del servizio. La Navigazione, servizio governativo farà la sua parte, ma i mezzi e gli uomini in servizio sul Lago di Como sono quelli che sono».
Per quanto riguarda i servizi di supporto alla viabilità, Castelli prevede un presidio fisso ad Argegno, per la deviazione in Valle Intelvi. «A livello di polizia locale i Comuni della Valle hanno pochissimi uomini – dice ancora Castelli – È stata una mazzata per tutti e gli animi sono già esasperati».
Nella tarda mattinata di venerdì la Regina è stata peraltro chiusa per tre volte per realizzare le scene di uno spot con l’ultima auto di Pininfarina, un bolide elettrico da 3 milioni di euro. Statale chiusa per tre volte tra i 4 e i 5 minuti. Risultato? Oltre un chilometro di coda in entrambe le direzioni, automobilisti inferociti. Si tratto solo dell’antipasto.

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