Tremezzina, il cantiere preoccupa i frontalieri

Traffico nella Tremezzina

La chiusura della statale Regina, il prossimo autunno per il cantiere della Variante della Tremezzina, spaventa i frontalieri. Sono tanti i lavoratori pendolari con la Svizzera che vivono sul Lago di Como, alcune migliaia.

Con la statale chiusa il percorso obbligato diventerà il passaggio da Porlezza e Oria, oppure la Valle Intelvi, con la discesa della Val Mara, che d’inverno diventa però piuttosto insidiosa. Sono i sindacati dei frontalieri a evidenziare le possibili problematiche e chiedere correttivi.

«Indiscutibilmente questo blocco determinerà non pochi problemi per l’insieme del traffico veicolare, quindi per i turisti, i frontalieri e la mobilità locale – interviene Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale Frontalieri per la Cgil – Ogni soluzione deve essere ricercata dal tavolo già istituito».
Soluzioni che non devono però incidere sulla realizzazione della variante. «Parliamo di un’opera strutturalmente importante, per un asse vario da sempre a insufficiente capacità. Un intervento a cui non credo si possa rinunciare – aggiunge Augurusa – Più in generale, se è vero che da ogni crisi è possibile cogliere un’opportunità, è però importante cogliere questa occasione anche per sperimentare soluzioni che rilancino i temi del trasporto pubblico».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario generale della Uil Frontalieri, Pancrazio Raimondo . «La grande opera non può diventare un boomerang sull’economia locale durante il cantiere – dice – Non si capisce come non sia stato valutato in anticipo questo aspetto della chiusura della strada. Bene ha fatto il prefetto di Como a coinvolgere tutti i sindaci del territorio. Si devono studiare alternative, possibilmente senza incidere sui tempi di un cantiere così importante. Per una bella fetta di frontalieri il percorso casa-lavoro aumenterebbe notevolmente. Confido che venga trovata una soluzione».

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