Tremezzina, la storia di 13 anni di carte e delle ultime 100 pagine di osservazioni

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Sono i giorni della Variante della Tremezzina, dopo il via libera di venerdì dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici è scattata la corsa ad attribuirsi i meriti dell’opera. In molti in effetti hanno contribuito al raggiungimento del traguardo. Ma sono pochi, anzi pochissimi, a potersi fregiare della paternità della variante. Di un percorso partito 13 anni fa. Dal 2006 al 2019, con le ultime 100 pagine di osservazioni del Consiglio Superiore. Cento.
I quattro “padri” del prossimo maxicantiere che abbiamo individuato sono Mauro Guerra, in un triplice ruolo di ex consigliere provinciale, sindaco di Tremezzo (poi Tremezzina) e parlamentare, l’ex presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, il compianto ex assessore ai Lavori pubblici di Villa Saporiti, Pietro Cinquesanti, con il suo ufficio tecnico, in particolare l’ingegnere Bruno Tarantola.
«Il primo passaggio tecnico che considero nodale – spiega Mauro Guerra – è una mozione presentata in consiglio provinciale per inserire la Variante come priorità del territorio, siamo nel 2006. L’ultimo, credo sia la Conferenza dei servizi nell’aprile 2018». Guerra non nega che già 13 anni fa si era compresa tutta la complessità dell’iter,
«Ci sono state anche circostanze favorevoli – ricorda – Nel 2007 era ministro Antonio Di Pietro e venne firmata una convenzione. Il primo ente a credere nell’opera fu la Camera di Commercio, guidata da Paolo De Santis. Finanziò il primo passo della progettazione».
Un progetto che negli anni è stato poi più volte modificato, tra ipotesi di lotto unico in galleria o divisione in due lotti.
«Ancora la scorsa settimana qualcuno in Consiglio Superiore ha sollevato la questione se fosse lecito votare e se erano state fatte valutazioni su ipotesi alternative – ricorda Guerra – Ho potuto rispondere in modo molto deciso con tredici anni di studi e opzioni. Il nostro lavoro è stato riconosciuto dal presidente. In questo iter è poi innegabile il ruolo avuto dall’Amministrazione provinciale di Como. L’ex assessore Pietro Cinquesanti si è preso subito a cuore l’opera, con il dirigente Bruno Tarantola e gli uffici».
Un ruolo, quello di Villa Saporiti, che si è rilevato fondamentale in particolare quando sono state sollevate criticità da parte della Soprintendenza.
«Si è trattato di un altro momento critico – ricorda Guerra – senza un accordo non si sarebbe potuti andare avanti in Conferenza dei servizi. Noi per primi inoltre eravamo interessati ad avere una strada in grado di gestire un grande flusso di traffico, ma comunque rispettosa di questo stupendo paesaggio. Sono stati momenti di tensione per i progettisti della Provincia per trovare (anche con l’Anas) delle alternative. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di perdere anche qualche mese, ma di arrivare all’intesa con la Soprintendenza. Si fa presto a volte a gridare di muoversi, ma fare presto in quel momento avrebbe voluto dire gestire ricorsi su ricorsi in fase di progettazione definitiva e di appalto».
Guerra ricorda anche il confronto con il Fai (Fondo ambientale italiano) e gli ambientalisti di Italia Nostra.
I passaggi in Regione con il presidente Maroni, con i ministri Lupi e Delrio.
«Sarà un caso, ma i maggiori investimenti per il territorio degli ultimi 30 anni hanno sempre coinciso con i miei mandati parlamentari» dice Guerra.
Il pensiero corre però al futuro. Alle 100 pagine di osservazioni sollevate dal Consiglio superiore. Anas dovrebbe varare la progettazione definitiva entro il 31 dicembre, poi arriverà il bando, lavori per 380 milioni di euro, uno dei maggiori di tutta Italia del periodo.
Per l’assegnazione sono previsti dai 6 ai 9 mesi, entro il 2020 si potrà aprire il cantiere che durerà tra i 5 e i 6 anni.
«Finalmente è stato raggiunto questo importante obiettivo al quale anche Villa Saporiti in questi anni ha contribuito – commenta l’ingegnere Bruno Tarantola – Adesso dovrebbero esserci solo adempimenti formali. Dovrebbe dunque esser la volta buona. Inoltre il lavoro e le osservazioni emerse anche durante la seduta del Consiglio superiore saranno molto utili in fase di progetto esecutivo».

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