Tremezzina, la variante ai torinesi della Sis. Presentato un ribasso di quasi 81 milioni

Variante Tremezzina rendering

La variante della Tremezzina è stata aggiudicata ieri in via provvisoria ai torinesi del Consorzio Stabile Sis e alle cinque imprese ad esso collegate. Rispetto alla base d’asta di 445,295 milioni di euro, il consorzio piemontese ha presentato un ribasso del 18,187%, pari a 80,895 milioni di euro. La speciale commissione chiamata a valutare i progetti ha poi assegnato alla proposta della Sis un punteggio di 48,84, il secondo più alto tra i 7 in lizza.
Dietro la Sis, si sono piazzati i milanesi della Salc spa, i quali erano collegati ad altre 6 aziende, tra cui l’altra milanese Luigi Notari spa e la cosentina Sposato Costruzioni srl. Il ribasso d’asta della Salc spa è stato pari al 12,85%, mentre la valutazione del progetto si è fermata a 45,34 punti.
La parmigiana Pizzarotti & C. spa, collegata alla milanese Collini Lavori spa, alla campana Rcm Costruzioni srl e ad altre tre imprese (due lombarde e una veneta) si è piazzata al terzo posto della graduatoria finale. L’offerta economica della Pizzarotti & C. è stata molto più alta delle prime due – 5,151% il ribasso d’asta – ma ha anche ottenuto dalla commissione la migliore valutazione del progetto (49,02 il punteggio tecnico assegnato).
Soltanto quarto in graduatoria il colosso belga Nv Besix Sa, che si presentava alla gara della Tremezzina assieme a ben 10 aziende italiane, tra le quali la romana Donati spa, la veneta Icm spa e la napoletana Marino Costruzioni srl. Una coalizione sulla carta fortissima, il cui progetto è stato valutato però dalla commissione con 45,40 punti e la cui offerta economica si è fermata a poco più di 418,5 milioni di euro, con un ribasso del 6% sulla base d’asta.
Il consorzio guidato da altre due grandi aziende italiane – Webuild spa (ex Impregilo) di Milano e Astaldi spa di Roma – è finito addirittura quinto. Molto bassa la valutazione tecnica del progetto da parte della commissione (44,20 punti, la seconda peggiore) e abbastanza elevata l’offerta economica: 411,35 milioni di euro, con un ribasso del 7,623%.
Dietro Webuild e Astaldi si è piazzata la carpigiana Cmb, altro colosso delle costruzioni e capofila delle grandi imprese cooperative emiliane. L’offerta di Cmb è stata di 431,642 milioni di euro, con un ribasso d’asta del 3,066%, mentre il progetto ha ottenuto una valutazione di 45,06 punti. Tra le 6 aziende collegate a Cmb c’era l’unica comasca che ha partecipato alla gara per la variante della Tremezzina. Si tratta della Pini Swiss Engineers srl di Lomazzo, specializzata nella progettazione di gallerie.
Un’associazione di 9 imprese, quasi tutte romane e campane, guidata da Research Consorzio Stabile di Napoli e da Ricciardello Costruzioni di Roma, si è piazzata all’ultimo posto della graduatoria provvisoria stilata ieri dall’Anas. Un risultato inevitabile vista l’offerta economica, praticamente pari alla base d’appalto (il ribasso presentato era dello 0,076%) e la bassa valutazione del progetto da parte della commissione (40 punti, la peggiore).
I prossimi passi
Nei prossimi giorni, l’Anas verificherà tutta la documentazione presentata dai vincitori della gara e procederà all’aggiudicazione definitiva. L’iter potrebbe subire qualche intoppo se da parte dei gruppi giunti dietro ai vincitori venisse presentato ricorso.
Va ricordato che l’appalto della variante della Tremezzina prevede, oltre alla costruzione dell’opera, anche la progettazione esecutiva, per la quale sono stanziati 23,79 milioni di euro. Chi si aggiudicherà definitivamente la gara avrà 180 giorni di tempo per realizzare e consegnare all’Anas il progetto.
Il percorso di 9,8 km, dei quali circa 9 in galleria, attraverserà i comuni di Colonno, Sala Comacina, Tremezzina e Griante. Tre le uscite previste.

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