Tremezzina, nel 1999 il primo atto ufficiale in Parlamento

Code sulla Statale Regina

Dicembre 1999. La variante della Tremezzina, all’epoca indicata come variante di Lenno, compare per la prima volta in un atto ufficiale: una tabella del ministero dei Lavori pubblici allegata alla Finanziaria.
La variante figura tra le opere delle quali si prevede di realizzare lo studio di fattibilità. Sono i giorni in cui a Palazzo Chigi si insedia il II governo D’Alema.

A Como, la Provincia è retta da Armando Selva che per risolvere i problemi di traffico sulla Regina propone di costruire le piazzole di cortesia nelle quali far sostare i mezzi pesanti.
In Regione il tema è affrontato con la costituzione di un “tavolo” sulla mobilità rivierasca. Mentre alcuni comitati civici iniziano a scendere in strada, chiedendo soprattutto il completamento delle gallerie di Cremia, di Menaggio e di Valsolda.

I sindaci del Centrolago decidono intanto di dare vita a un Comitato istituzionale per la Statale Regina (Cisr) nel quale confluiscono fondi per alcuni lavori urgenti lungo la dorsale del lago.
Proprio il Cisr, all’inizio del 2001, indica in un documento le «priorità per la “Regina”». Prima fra tutte, la «realizzazione della Lenno-Colonno». L’obiettivo è di inserire la nuova variante nella legge speciale sulla viabilità (il cosiddetto “Progetto sicurezza”) e ottenere di conseguenza i finanziamenti.

I sindaci provano anche a fare entrare la variante di Lenno tra le priorità del piano viabilistico regionale. E a marzo 2001 un protocollo d’intesa siglato dal Comitato istituzionale con Villa Saporiti prevede che sia la proprio la Provincia, con il suo ufficio tecnico, a mettere a punto il progetto. Ma mancano i soldi. E per l’accordo di programma serviranno ancora altri 5 anni.

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