Tremezzina, ora preoccupa il maxicantiere: la politica vuole evitare lo stop sulla Regina

I rendering della variante della Tremezzina

Nessuno discute l’importanza e l’utilità di un’opera attesa da oltre vent’anni, ma ora, alla vigilia del maxi-cantiere, la variante della Tremezzina mette in apprensione tutto il Lago di Como.
La prevista chiusura della statale Regina, a Colonno, per circa quattro mesi, sarà un peso notevole da supportare per il territorio. Anche perché in molti sono convinti che quattro mesi si possano dilatare in caso di un imprevisto. Raddoppiare forse.
La politica è così al lavoro su tutti i tavoli possibili per cercare soluzioni. Il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra, che anche da parlamentare ha seguito tutto l’iter progettuale, proprio oggi ha un doppio confronto tecnico per valutare soluzioni all’impatto del cantiere sulla viabilità ordinaria.

Al momento, come detto, l’ipotesi è la chiusura di quattro mesi della statale a Colonno, con la possibilità di senso unico alternato nell’ultimo mese. Lo stop dovrebbe avvenire dopo la metà di ottobre e comunque nel periodo invernale in modo da non incidere sulla stagione turistica.
Sempre sul fronte “romano”, il parlamentare di Fratelli d’Italia, Alessio Butti ha programmato un vertice a metà della prossima settimana.
«Sono in continuo, costante e proficuo rapporto con l’impresa – spiega Butti, riferendosi al Consorzio stabile Sis di Torino, che ha vinto la gara per i lavori – con l’Anas regionale e nazionale. Anche mercoledì prossimo avrò a Roma una riunione presso sedi competenti con l’amico e collega Ugo Parolo». Parolo è deputato della Lega ed è di Bellano (Lecco).
«Abbiamo incontrato docenti universitari e progettisti per capire se e come sia possibile evitare la chiusura della Regina. Di più, per correttezza e riservatezza, non voglio aggiungere», conclude Alessio Butti.
In Regione la minoranza è però critica sul ruolo rivestito nella questione proprio da Palazzo Lombardia. «Già nel dicembre 2018 ho chiesto l’attivazione di un tavolo tecnico per affrontare per tempo l’annosa questione, ma purtroppo la proposta è stata respinta in aula – sottolinea Raffaele Erba, consigliere Cinquestelle – Vista la crescente preoccupazione della popolazione martedì scorso ho depositato nuovamente una seconda mozione urgente in Consiglio Regionale e verrà discussa il 6 luglio. Purtroppo Regione Lombardia non si è fatta trovare pronta e abbiamo accumulato un ritardo di due anni. L’auspicio è che il mio atto non venga cassato una seconda volta. Oltre al tavolo dove verranno coinvolte le parti interessate e gli stakeholders, nella mozione chiederò che ci sia la massima trasparenza e un costante aggiornamento pubblico sulle decisioni prese. Sono diversi i nodi da sciogliere, in primis la regolazione del traffico ordinario, ma anche la gestione e il trasporto dei materiali di scavo», conclude Erba.
«La variante della Tremezzina è un’opera necessaria, attesa da tempo e che risparmierà ai cittadini immensi disagi. Questo obiettivo finale però non può richiedere un sacrificio come la chiusura della Regina per tre o quattro mesi: prepariamo delle soluzioni – interviene il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo – Serve pensare alla mobilità alternativa a 360 gradi, a partire dal potenziamento della navigazione lacustre che deve diventare una forma di trasporto funzionale e accessibile, non solo turisticamente attrattivo. Ogni decisione, poi, è fondamentale sia condivisa con i sindaci e il territorio. La Regina non è infatti solo una strada turistica, come siamo abituati a pensare. È un’arteria lungo la quale i cittadini lariani vivono e lavorano. Non scordiamolo», conclude.

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