Tremezzina, progetto pronto. Ora bisogna trovare i soldi

La Provincia deposita il preliminare ad Anas e Regione
Sei anni di lavori e 240 milioni di euro per realizzare 9,5 km di strada. Il calcolo è semplice: oltre 25 milioni ogni mille metri. Non si tratta però di una strada qualunque ma della variante della Tremezzina. Prende vita, per ora sulla carta, un intervento infrastrutturale decisivo per il futuro viabilistico del lago. Ieri mattina, dagli uffici dell’assessorato provinciale ai Lavori pubblici, il progetto preliminare è stato inviato all’Anas e in Regione.
«L’iter ora prevede l’approvazione

del documento e la conseguente firma dell’atto aggiuntivo della convezione per poter realizzare il progetto definitivo – dice l’assessore Pietro Cinquesanti – Passaggi di natura formale. L’accordo c’è. E il piano sarà pronto entro 18 mesi. Dopo potranno iniziare i lavori che dureranno 6 anni».
A patto, tuttavia, di trovare i 240 milioni di euro.
«Ho parlato con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, che ha ribadito l’importanza dell’intervento e assicurato l’aiuto di Milano», aggiunge Cinquesanti. Il progetto definitivo costerà 2,2 milioni di euro. La Regione darà 1,5 milioni, 300mila euro arriveranno dalla Camera di Commercio e 400mila da Villa Saporiti. «Tra maggio e luglio abbiamo compiuto, su richiesta dell’Anas, le indagini geologiche per studiare la situazione dei territori attraversati. È emersa la presenza di materiale compatto. Sono state intercettate anche alcune sorgenti che però passano molto in profondità. L’analisi è costata 400mila euro. Il risultato è positivo e tutti i Comuni interessati sono d’accodo sulla necessità dei lavori», aggiunge Cinquesanti.
L’opera partirà da Colonno, in prossimità del depuratore, per sbucare a Griante, all’altezza della variante di Menaggio.
«Si viaggerà senza intoppi – dice Bruno Tarantola, dirigente del settore Mobilità della Provincia – Saranno eliminate le tre strettoie di Ossuccio, Sala Comacina e Colonno». Zone che, da anni, rappresentano un cruccio per i pendolari e per quanti percorrono la Regina ogni giorno. Sempre più spesso, infatti, è sufficiente che due mezzi pesanti si incrocino e si “incastrino” in uno di questi restringimenti per mandare completamente in tilt la circolazione.
L’intervento prevede la realizzazione di 5 gallerie (per 7,5 km), 3 viadotti e 2,3 km di tratti a tre corsie.
«Obiettivo futuro sarà poi di eliminare l’ultimo imbuto esistente all’altezza di Argegno», conclude Pietro Cinquesanti.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
In fondo al rettilineo delle Camogge è previsto l’innesto Sud della variante

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