Cronaca

Tremezzina, sindaci pronti a tutto contro il balletto Regione-governo

altCresce la protesta
Ma Guerra rassicura: «Non è cambiato nulla, c’è tempo per lavorare»

Non ne possono più i sindaci del Centrolago di questo balletto tra Regione e governo sui tempi e su chi deve mettere tutti i soldi per la variante della Tremezzina. E con loro, assicurano, ci sono tutti i residenti e i turisti.

Troppi anni hanno atteso quest’opera e ora che c’è qualcosa di concreto sul tavolo, le uscite del governatore Roberto Maroni e la bocciatura degli emendamenti in Commissione alla Camera fanno alzare il livello della protesta.
Ivonne Mandelli Traversa, sindaco di Sala Comacina, ha passato i settant’anni e non è in politica da pochi giorni, ma si dice «pronta ad aderire a qualsiasi manifestazione che possa smuovere questo stato di stallo». 

 

«Spero che si faccia qualcosa presto – aggiunge – Noi residenti, i turisti e i commercianti sono esasperati. A Sala Comacina abbiamo la strettoia e respiriamo i fumi degli scarichi da anni. Abbiamo messo il semaforo intelligente che inizialmente era stato contestato, poi ne hanno messi altri. Confido che l’onorevole Mauro Guerra, capofila di noi sindaci, possa smuovere le acque presto».
«E se serve un intervento diretto, noi ci siamo. Ma non parlatemi di tavole rotonde, ho trent’anni di amministrazione alle spalle. Ne ho sentite troppe in Camera di Commercio di Como, con sindaci e parlamentari. Tutti parlano di tutto, ma siamo ancora qui ad aspettare. Anche la Regione in questi anni ha dormito, poteva fare la sua parte prima. Si deve correre per il cantiere? Che si corra e basta parlare», conclude Mandelli.
Sulla stessa linea e più o meno con identica esperienza pure il sindaco di Menaggio, Adolfo Valsecchi. «Ho vissuto sulla mia pelle questi momenti, nei precedenti mandati e da presidente del Comitato istituzionale Statale Regina – dice Valsecchi – Per le altre varianti i risultati si sono visti soltanto quando tutti hanno iniziato a remare insieme, indipendentemente dal colore dello schieramento».
«Oggi – sottolinea – mi pare che invece tutti siano solo impegnati a mettere i bastoni tra le ruote o, in modo più sottile, a mettere sabbia negli ingranaggi».
«Siamo a un passo dalla soluzione di un problema annoso e gravoso – dice ancora – non riesco a capire il motivo per cui ci sia questo braccio di ferro tra Regione e governo. Ho sentito la scorsa settimana il sindaco di Tremezzina, mi è sembrato tranquillo e sicuro. Sarebbe assurdo perdere questa occasione per delle invidie».
«Qui la gente aspetta la variante – tuona il sindaco di Colonno Luciano Soldati – La Regione non può fermare tutto e farsene un baffo per motivi elettorali. Il presidente Maroni non si sta comportando bene con noi. Ora o mai più».
Sulla stessa linea Roberto De Angeli, sindaco di Argegno. «Non possiamo perdere questo treno oggi che il progetto è arrivato all’Anas, dopo che l’opera era stata inserita nello Sblocca Italia e finanziata per due terzi. Sarebbe assurdo. È l’ultima occasione per la Regina».
«Io sono ancora fiducioso – spiega De Angeli – I presupposti ci sono anche se è vero che i tempi sono strettissimi. Maroni aveva detto che si sarebbe impegnato, sembrava quasi che la Regione avesse già pronti i soldi e ora invece scopriamo che è tutto ancora in forse», conclude.
Chiamato in causa dai colleghi, entra nel dibattito anche il sindaco di Tremezzina, l’onorevole del Pd Mauro Guerra.
«Non posso che rassicurare tutti – dice Guerra – Non è cambiato nulla da quando abbiamo ottenuto il risultato di inserire la Tremezzina nello Sblocca Italia. Le preoccupazioni sono lecite, ma al momento ogni cosa prosegue secondo le procedure».
«Il progetto è a Roma, Anas sta lavorando con grande determinazione stimolata dal ministro Maurizio Lupi. Non dimentichiamo che per ciascuna delle opere inserite nello Sblocca Italia il Governo dovrà varare un decreto che regolamenti le procedure successive. Si definirà anche il concetto di cantierabilità – sottolinea Mauro Guerra – A quel punto porteremo avanti un lavoro specifico per risolvere la questione. Anche per questo sono tranquillo».

Paolo Annoni

19 ottobre 2014

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