Tremezzina, Stato e Regione giocano a rimpiattino. Il viceministro: «Pronti a concedere più tempo»

altEconomia e Infrastrutture
L’esponente del governo ha denunciato alla magistratura di aver subito alcune minacce
(da.c.) Alla fine, non è mancato nemmeno il giallo, causato da una dichiarazione del viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini – possibilista sulla revisione dei tempi del cantiere – “rivista e corretta” dalla portavoce Giada Fazzalari in chiave molto meno aperturista.
La variante della Tremezzina torna nuovamente a far discutere. E a dividere gli animi. L’ultimo episodio è andato in scena ieri con la visita dell’esponente del governo Renzi alla Provincia di Como. Nencini ha

incontrato la neopresidente, Rita Livio, e con lei ha discusso tempi e modi dell’opera inserita nel decreto cosiddetto “sblocca Italia”.
«Se posso dare una mano sulla realizzazione della variante della Tremezzina, lo faccio volentieri, voi però vigilate affinché la Regione contribuisca con i 110 milioni di euro mancanti», ha detto Nencini. Il quale, sollecitato sulla possibilità di modificare il termine della cantierizzazione della variante, fissato come è noto al 31 agosto 2015, ha così proseguito: «Per fare quello che la Provincia di Como chiede sarebbe necessario cambiare la norma. Una procedura non semplice. Se, però, nei prossimi mesi, emergessero altri casi come il vostro, potremmo pensare di spostare il termine dandovi così più tempo per cantierare l’opera». Una risposta diretta al governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che nelle settimane scorse aveva in sostanza affermato l’impossibilità di partire con i lavori in Tremezzina nei tempi stabiliti.
Il passaggio di Nencini sulla possibile modifica della tempistica della variante, inserito nel primo comunicato stampa della Provincia, è poi scomparso nella seconda stesura, curata direttamente dalla portavoce del viceministro. Ma le parole dell’esponente del governo sono state ascoltate da molte persone presenti all’incontro.
Tanto che la presidente di Villa Saporiti, Maria Rita Livio, ha così commentato: «Le parole e l’interessamento del viceministro ci rassicurano. Realizzare l’intervento su quell’asse viario è fondamentale, sia per la mobilità e la sicurezza dei cittadini, sia per mantenere la competitività delle nostre aziende e del comparto turistico. La Provincia e gli uffici del settore Viabilità hanno fatto negli ultimi 4 anni un lavoro incredibile che ora vogliamo vedere portato a termine».
Le minacce al viceministro
Nascosta tra le righe del secondo comunicato anche un’altra notizia: le «minacce» ricevute dal viceministro in occasione della sua visita a Como, dove Nencini ha parlato di riforma del Codice degli appalti e di infiltrazioni mafiose nei cantieri.
Contattata dal “Corriere di Como”, la portavoce del viceministro non ha fornito particolari sulle minacce ma si è limitata a confermare che Nencini ha denunciato alla magistratura l’episodio.

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