Tremezzina: territorio diviso, ma Guerra fa da garante. Proposto un referendum

La variante della Tremezzina

Così tanta gente per un’assemblea pubblica la ricordavano in pochi. In gioco, del resto, c’è una grande opera e forse la parte più bella del Lago di Como, la Tremezzina. Mercoledì sera erano in tantissimi all’Istituto Comprensivo di Ossuccio, quasi quattrocento persone. Tanti residenti sono rimasti fuori dai locali.
Presenti anche Villa Saporiti con il vicepresidente Fiorenzo Bongiasca e l’ingegnere Bruno Tarantola e l’ingegnere Claudio De Lorenzo, capo compartimento di Anas Lombardia. E naturalmente c’era Mauro Guerra, parlamentare del Pd e sindaco di Tremezzina, nonché grande mattatore della serata.
Guerra si è più volte esposto in prima persona davanti a un platea divisa.
«La strada è tracciata e a questo punto l’iter procederà regolarmente – commenta il deputato – parliamo di un’opera importante in un territorio delicato e capisco le preoccupazioni della gente. Il nostro compito è realizzarla al meglio».
«Devo dire – aggiunge Guerra – che rispetto alla progettazione preliminare sono stati compiuti notevoli passi avanti, per esempio per quanto riguarda il Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio. Ora continueremo con il lavoro di approfondimento in vista del parere definitivo in conferenza dei servizi. Quindi si procederà con l’appalto del concorso e all’impresa vincitrice spetterà il compito di predisporre la progettazione esecutiva. Per quanto riguarda un possibile referendum sono pronto a verificarne la possibilità con i colleghi rappresentanti del territorio, anche se il via libera dai consigli comunali è già arrivato».
Il capitolo più spinoso, però, è legato ai soldi visto che il governo, con lo “Sblocca Italia”, ha stanziato 210 milioni di euro su 330.
«Il fatto che il governo abbia inserito la Variante nello “Sblocca Italia” e che la Regione abbia iniziato a investire 21 milioni vuole dire che la volontà di realizzare l’infrastruttura c’è»  commenta Guerra che si dice ottimista sulla possibilità di rispettare il termine del 31 di agosto per la partenza del cantiere.
«Spetta solo a noi concludere la progettazione. A quel punto – dice – ci saranno anche le condizioni per avere i finanziamenti».
«Credo che per la prima volta vi sia finalmente un’unità d’intenti e politica per un’opera così importante e attesa. Avanti tutta, dunque» commenta invece il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia).
«Dopo il dibattito il “re è nudo”» fanno da contraltare Tommaso Leoni e Paolo Goni della “Terza Via”, movimento da sempre contrario alla variante. «Guerra ha sentito anche le parole del parroco di Sala e di Colonno, Roberto Magnelli, l’opera non s’ha da fare, si rischiano anche infiltrazioni mafiose nell’appalto».
«Il fronte del no sta crescendo – aggiungono – e con noi c’è anche il sindaco di Griante, Paolo Mondelli. Il suo comune sopporterà il peso maggiore del cantiere. Si parla di un porto galleggiante per fare arrivare le chiatte e trasportare 800mila metri cubi di detriti sull’altra sponda del Lario, quindi sui camion fino ad Annone. Pensate a quanti disagi si creeranno, oltre all’impatto sull’ambiente».
«Abbiamo anche saputo l’altra sera – spiega Goni – che la prima casa di Colonno sarà abbattuta e che si procederà con la trivellazione per il tunnel di servizio, ma per la galleria principale si scaverà con micro-cariche. Pensate a quali danni potrebbero provocare ai santuari le esplosioni. Noi dobbiamo preservare il nostro lago».
Il fronte del no ha giudicato ad ogni modo positiva l’apertura di Guerra a un referendum popolare, a nuove assemblee sul territorio e l’invito a partecipare al prossimo vertice di Milano.
P.An.

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