«Tremila nuovi poveri in città». Il sindaco Landriscina e la preoccupazione per l’immediato futuro

Il sindaco di Como Mario Landriscina con la mascherina durante la celebrazione del 25 aprile 2020 (emergenza coronavirus)

Un minuto di silenzio per ricordare le tante vittime del Coronavirus, in città e in tutta Italia. Sì è aperto così il consiglio comunale di lunedì sera, che purtroppo ha riservato ancora numeri e notizie poco confortanti anche per il futuro. E su tutto è deflagrata con forza l’emergenza sociale e i numeri delle nuove povertà – si parla di oltre 3mila nuovi indigenti – che si sono andati drammaticamente a sommare a quanti già vivevano in condizioni al di sotto della soglia di sopravvivenza. I mesi di stop totale delle attività, le difficoltà nel poter lavorare con continuità, oltre all’emergenza sanitaria che ha colpito molti comaschi, ha portato «diversi nuclei familiari che già vivevano al limite, a ritrovarsi in un attimo sotto la linea di galleggiamento, di sopravvivenza», ha detto il sindaco Mario Landriscina nel suo lungo e articolato intervento in apertura di consiglio comunale, dove ha innanzitutto reso conto di quanti buoni spesa siano già stati erogati e quanti siano invece in fase di determinazione.
«Per quanto riguarda i buoni spesa – ha spiegato il sindaco – ne sono stati assegnati 431 con una spesa di circa 160mila euro fino ad oggi. A fronte di 242 domande rigettate. Ma le domande protocollate sono circa altre mille e se moltiplichiamo ogni domanda per una media di 3 persone per famiglia, arriviamo a 3mila persone». Un calcolo approssimativo che però ben inquadra le dimensioni di un fenomeno che sta emergendo e che in futuro potrebbe ancora ingrandirsi. «Tremila persone che rientrano tutte nelle nuove povertà, che si sommano a quelle precedenti. Sono famiglie che prima avevano un reddito. Intanto in settimana chiuderemo la raccolta delle ultime domande». Una realtà decisamente cupa che non potrà che spingere il Comune «a mettere anche fondi propri per soddisfare la domanda, a meno che lo Stato non stanzi altre risorse per i municipi a questo scopo preciso», aggiunge il primo cittadino riferendosi ai 440mila euro destinati nelle settimane scorse dal Governo a Como. «Purtroppo ci siamo trovati a dover sfamare centinaia di famiglie in brevissimo tempo. La situazione è drammatica. E tutto ciò accade in un momento in cui l’attenzione deve essere massima anche per ciò che riguarda l’emergenza sanitaria. L’epidemia non è certo passata e dobbiamo fare di tutto per evitare ulteriori focolai», ha aggiunto il sindaco Mario Landriscina prima di rendere conto anche di quanto fatto dagli uffici in questo periodo di lockdown e di quanto ci sarà ancora da mettere in cantiere per arrivare a un necessario «punto di equilibrio, che consenta di controllare il coronavirus e far ripartire l’economia e la società».

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