Tremona, immersione in 3D nel Medioevo

Tremona

Il villaggio medievale di Tremona in Canton Ticino, sul Monte San Giorgio, a breve distanza dalle Cave di Arzo e dal Museo dei Fossili del Monte San Giorgio, riapre al pubblico. Dal 2016 è il primo parco archeologico del Cantone Ticino e propone un’esperienza di visita che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie per trasportare i visitatori nel passato.
La località di Tremona è ormai ben nota per gli scavi archeologici che vi si svolgono annualmente a partire dal 2000. Archeologi e volontari hanno portato alla luce i resti di un insediamento di collina e migliaia di reperti, che consentono di confrontarsi con il passato dell’intera regione e in particolar modo di capire la vita quotidiana di un villaggio medievale.
Per vivere un’esperienza indimenticabile gli organizzatori del parco suggeriscono di noleggiare gli occhiali 3D presso l’infopoint e salire fino al villaggio per immergersi quindi nella realtà del XIII secolo.
L’infopoint si trova all’entrata del parco, presso l’ex casa comunale, a Tremona. Orari d’apertura: 10-18 da giovedì alle domenica e giorni festivi e tutti i giorni nei seguenti periodi: 1-18 aprile / 1° luglio – 22 agosto / 30 settembre – 24 ottobre.
Il parco è in via al Castello 10 a Tremona. Prima della visita consultare il sito Internet ufficiale all’indirizzo www.parco-archeologico.ch. La vista che si apre sulla cima del colle di Tremona-Castello, nelle giornate più limpide, è spettacolare: l’occhio spazia dal Baradello, la “sentinella di pietra” di Como fino a Varese, passando per il cuore del Seprio, e si spinge fino alla skyline dei nuovi grattacieli di Milano. Una posizione strategica che anche in tempi antichi assicurava la possibilità di controllare e osservare le vie di comunicazione e poteva segnare, per intere comunità, la differenza tra la libertà e la sottomissione, tra la vita e la morte. Ecco perché la collina di Tremona fu abitata senza soluzione di continuità per ben seimila anni, dalla preistoria alla fine del Trecento. L’intera zona era però importantissima anche e soprattutto per motivi militari. Dal III secolo dopo Cristo, da quando cioè Milano diventa una delle capitali dell’impero, Roma potenzia i collegamenti tra la pianura padana e l’area transalpina, dove esiste un vasto sistema di fortificazioni che funge anche da barriera fiscale e doganale. Il sistema di fortezze difensive approntato dall’impero si snoda su tre livelli: le città padane, che ospitano grandi guarnigioni di truppe; i centri sub e prealpini; le fortificazioni che corrono lungo la fascia pedemontana, costellata pure di torri di segnalazione. Non si tratta di roccaforti impenetrabili, ma di sbarramenti congegnati in modo da rallentare l’avanzata dei nemici.

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