Treni chiusi a metà sulla Milano-Como Giovanni. Dopo la protesta dei pendolari il caso finisce in Regione

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Annunciata un’interpellanza di Luca Gaffuri

Treni dimezzati. E pendolari costretti a viaggiare in condizioni sempre più precarie. La notizia dell’ennesimo disservizio sulla linea Como-Milano giunge stavolta dal consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri, il quale ha annunciato ieri la presentazione di un’interpellanza sull’argomento.
«Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei pendolari della linea Milano-Como San Giovanni che lamentano la chiusura di diversi vagoni del treno. In molti ci hanno raccontato

di treni stracolmi con gente stipata e di alcuni casi di malori dovuti alle cattive condizioni di viaggio». Sulla linea servita dai convogli di Tilo, nell’ultima settimana di febbraio alcuni treni hanno viaggiato con numerose carrozze chiuse.
«Il problema era stato già segnalato a Trenord dal comitato pendolari – dice ancora Gaffuri – Per l’azienda era tutto rientrato ma per i pendolari no, visto che i treni continuano a viaggiare con carrozze inaccessibili per l’utenza». Il consigliere regionale comasco afferma quindi di voler conoscere «in dettaglio i motivi di questo disservizio e in che modo la Regione intenda risolverlo».
Secondo quanto ricostruito ieri attraverso anche l’ufficio stampa di Trenord, i disservizi si sono effettivamente verificati «seppure in numero molto contenuto», a causa di un «picco di malattia tra i dipendenti».
In particolare, l’assenza di un capotreno ha costretto Trenord a chiudere in qualche circostanza una sezione del Tilo.
«Pur di non sopprimere del tutto il convoglio – ha chiarito l’ufficio stampa dell’azienda di trasporti ferroviari – è stata adottata la soluzione di chiusura parziale dei vagoni».
I pendolari, però, lamentano anche una totale mancanza di informazione. «Noi scopriamo di non poter salire sul treno soltanto quando questo arriva in stazione – dice Ettore Maroni, uno tra i rappresentanti dei pendolari della tratta Como-Milano – Nessuno ci avvisa prima. Il risultato è sempre identico: un sovraccarico e un affollamento oltre ogni limite e la necessità di viaggiare in condizioni a dir poco disagiate».

Nella foto:
I pendolari comaschi denunciano disservizi sulla linea di collegamento con Milano

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