Treni, la Milano-Chiasso è la peggiore in Lombardia. In tutta Italia la tratta è al quarto posto per disservizi

Stazione di Como San Giovanni

Ritardi, soppressioni senza preavviso e sovraffollamento dei treni. Questi “servizi” hanno fatto guadagnare alla linea S11 Milano-Como-Chiasso la quarta posizione nella poco invidiabile classifica delle dieci peggiori tratte ferroviarie italiane. E il primo posto in regione.
Il dato emerge dal rapporto Pendolaria, redatto ogni anno, con l’entrata in vigore dell’orario invernale, da Legambiente. Si tratta di una campagna condotta a fianco di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza e l’urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro attraverso l’analisi approfondita dello stato delle linee ferroviarie italiane. E quest’anno è la Milano-Chiasso – sempre più spesso al centro delle cronache per ritardi e disservizi – a ricevere la maglia nera per il peggior servizio in Lombardia a causa, come detto, del numero di ritardi e soppressioni senza preavviso registrati nell’arco dell’anno e del sovraffollamento dei treni (nel 2018 la vittoria toccò alla linea Brescia-Casalmaggiore-Parma). Va ricordato come la linea S11, di circa 51 chilometri, colleghi il confine di Stato a Chiasso con il capoluogo milanese. Su questa tratta vengono trasportati giornalmente oltre 40mila utenti, maggiormente concentrati tra Seregno e Milano, nel cuore della Brianza.
Proprio in questo tratto si verificano le maggiori problematiche tanto che, nel novembre scorso, anche i sindaci di Lissone, Desio e Seregno si erano mobilitati in sostegno ai pendolari della linea S11. Le proteste riguardano un lungo l’elenco di disservizi: ritardi giornalieri, corse non effettuate e soppressioni senza preavviso, carrozze piene a tal punto da non poter salire, mancanza di comunicazioni ai viaggiatori, treni nella maggior parte dei casi vecchi e non sufficientemente capienti.
La Milano-Chiasso risente inoltre del passaggio dei «treni internazionali che percorrono la direttrice verso il nord Europa e ancora di più ne risentirà con il completamento del sistema AlpTransit, previsto nel 2021. Questa linea è infatti parte integrante del sistema di collegamento ferroviario internazionale, ad oggi però solo parte dei lavori di ammodernamento e sistemazione delle linee è in corso», si legge nel dossier di Legambiente. Dall’analisi del materia rotabile emerge come in Lombardia si stia procedendo a una riduzione dell’età dei treni in circolazione, con una media di 16,3 anni mentre il 46% dei 473 convogli circolanti in regione ha più di 15 anni, grazie ad una progressiva dismissione di quelli più vecchi e l’introduzione di nuovi mezzi. A gennaio, infatti, arriveranno i primi nuovi treni di Trenord, ne sono previsti 180 con 1 miliardo e 600 mila euro d’investimento, ma continuano a circolare convogli di oltre 30 anni di servizio, con punte di 45.
«Non basterà avere nuovi convogli se la manutenzione delle linee sulle quali viaggiano non è all’altezza del servizio che oggi viene richiesto dai tanti utenti che vogliono lasciare a casa l’auto e abbracciare uno stile di vita più sostenibile. Serve aumentare l’intermodalità, ma per farlo, occorre un sistema flessibile con l’integrazione di mezzi che sempre più abbiano la priorità rispetto al traffico privato. Solo così la richiesta sempre crescente dei pendolari potrà essere soddisfatta. In caso contrario sono solo chiacchiere di amministratori poco coraggiosi», sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.
Ai primi tre posti della graduatoria nazionale ci sono le linee Ex Circumvesuviane, in cima alla classifica, seguite dalla Roma Nord-Viterbo e dalla Roma San Paolo-Lido di Ostia.

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