Trenord cambia, ma il Comune non lo sa. Scelte bizzarre per «agevolare» il traffico cittadino

Sbarre abbassate al passaggio livello di Como Borghi

Il caos che genera un granello di polvere. Trenord ha deciso di modificare gli orari di alcune corse «sulla linea Milano Cadorna-Como Lago per agevolare il traffico urbano». E forse non a caso, lo ha comunicato in sordina, annegando la notizia in una nota stampa in cui c’era di tutto.
Ovvio chiedersi perché, soprattutto dopo le dure polemiche suscitate dal nuovo sistema di regolazione dei passaggi a livello capace di bloccare il traffico per decine di minuti lungo l’asse di viale Lecco. La spiegazione sembra in realtà semplice.
Invece di cambiare in profondità e di arretrare a Como Borghi i convogli che arrivano a Sant’Agostino in orari di punta – e in questo modo evitare agli automobilisti soste infinite ai passaggi a livelli di Sant’Orsola o di piazza del Popolo – l’azienda di trasporti ha fatto una scelta “minimalista”. Ha cioè cambiato partenze e arrivi di un treno antelucano (il Milano Cadorna-Como Lago delle 5.43,) fermandolo a Como Borghi alle 6.40 – quando sul girone ci sono soltanto i mezzi spazzastrada di Aprica – unicamente per poi farlo ripartire da lì alle 7.10, altro orario in cui il traffico non è certamente tale da destare problemi.
Allo stesso modo, il treno in partenza da Milano Cadorna alle 18 si fermerà a Como Borghi alle 18.51. Mentre il convoglio in arrivo alle 7.47 a Cadorna da Como partirà addirittura da Camerlata.
La sorpresa, in Comune, è stata doppia. Prima di tutto nessuno ha avvisato Palazzo Cernezzi della decisione di cambiare gli orari.
In seconda battuta, da Trenord non si sono scomodati nemmeno di avvisare della nota stampa. Lasciando l’assessore ai Trasporti della città, Pierangelo Gervasoni, nell’imbarazzo di dover commentare qualcosa di cui nulla sapeva. «Non eravamo a conoscenza di queste modifiche introdotte da Trenord – ha quindi ammesso Gervasoni – Avremmo voluto concordare con l’azienda ferroviaria le corse da fermare a Como Borghi, in modo da agevolare commercianti e pendolari, tenendo sempre presente il problema del prolungamento della chiusura dei passaggi a livello. Di sicuro non posso condividere la scelta di fermare un treno a Camerlata».

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