Cronaca

Trevitex, la maggioranza perde i pezzi

L’opposizione contesta le decisioni sulla presidenza
Alcuni consiglieri “autorizzati” a non partecipare al voto finale
Tre consiglieri comunali di maggioranza potrebbero uscire dall’aula del consiglio comunale di Como al momento del voto sul piano integrato Trevitex. In attesa di conoscere il nome del nuovo presidente dell’assemblea cittadina del capoluogo, il centrosinistra è di fronte a un capitolo inedito della sua breve storia di governo: il manifesto dissenso interno.
Secondo quanto è trapelato, saranno sicuramente due (ma potrebbero diventare addirittura tre) i consiglieri comunali dell’attuale maggioranza di Palazzo Cernezzi “autorizzati” a non partecipare al voto finale sul piano urbanistico che metterà fine a una vicenda durata oltre un decennio.Guido Rovi (Partito Democratico) e Vincenzo Sapere (Paco-Sel) hanno dichiarato in modo esplicito di non essere in sintonia con la decisione finale proposta dall’assessore Lorenzo Spallino.
Diverse le motivazioni, quantomeno quelle ufficiali. Di natura squisitamente tecnica quelle di Rovi, legate anche a motivi personali quelle di Sapere. In particolare, il consigliere di Paco-Sel ha detto di non potere dare il suo assenso a un progetto per il rispetto dovuto alla memoria di un amico, Arturo Di Giulio, il dirigente del municipio cittadino che a lungo si oppose alla realizzazione del centro commerciale giudicandolo difforme alle prescrizioni urbanistiche. Di Giulio e Sapere hanno militato nello stesso partito (il Psi) per molti anni, ragione che ha spinto il consigliere decano del consiglio comunale a fare un passo indietro rispetto al voto finale sulla Trevitex. Sia Rovi sia Sapere hanno ottenuto il via libera della maggioranza a non partecipare alla decisione. Si assenteranno quindi al momento conclusivo. E con loro potrebbe non partecipare al voto anche il capogruppo di Paco-Sel, Luigino Nessi, il quale non ha mai nascosto la sua contrarietà al progetto di Camerlata.
Polemiche in “presidenza”
Il consiglio comunale di Como è tornato a riunirsi ieri sera senza il presidente, Franco Fragolino, che si è dimesso la settimana scorsa. L’assemblea è stata presieduta da Mario Forlano (Como Civica), uno dei due vice di Fragolino. Non sono però mancate le polemiche, innescate dall’altro vicepresidente, Enrico Cenetiempo, esponente del Nuovo Centro Destra.
«La segreteria generale ha dato un parere che non condivido – dice Cenetiempo – Un parere secondo il quale la presidenza va affidata al vice che ha ottenuto più voti alle elezioni. Io penso invece che sarebbe stato necessario affidare all’ufficio di presidenza la decisione su convocazioni e direzione del consiglio». Cenetiempo parla di «nuovo pastrocchio» ma indica anche una precisa responsabilità «del sindaco, che vuole tenere a bada il consiglio e impedire la discussione».

Nella foto:
Il voto finale sulla Trevitex farà registrare qualche assenza politica nella maggioranza
6 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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