Tributo a Fausto Coppi, Museo del Ghisallo in prima linea

Fausto Coppi

Anche il Museo del Ciclismo del Ghisallo contribuisce a ricordare Fausto Coppi al Museo Acdb (Alessandria città della bicicletta), dove hanno preso il via le iniziative per ricordare i cento anni dalla nascita del “Campionissimo” che vide la luce a Castellania il 15 settembre del 1919.
Nella città piemontese è infatti esposta la Legnano con la quale Coppi realizzò il record dell’ora nel 1942 al Vigorelli di Milano. Si tratta di un prestito, appunto, del gemellato Museo del Ghisallo alla struttura di Alessandria.
Quel 7 novembre 1942 lo stadio era vuoto sugli spalti e il velodromo aperto per gli sfollati in quel periodo di guerra. Nei giorni precedenti al tentativo, Milano era stata colpita dai bombardamenti aerei. Per questo motivo gli organizzatori avevano deciso di lasciare libero il tunnel di ingresso alla pista per poterlo eventualmente utilizzare come rifugio d’emergenza. L’Airone percorse in un’ora 45,798 chilometri, migliorando il precedente primato del francese Maurice Archambaud.
La bici di quell’exploit è oggi conservata a Magreglio ed è di proprietà di Filippo Gnech, erede dell’azienda che detiene il marchio Legnano.
Di Fausto Coppi e della sua vicenda, peraltro si parlerà venerdì, sempre ad Alessandria, per la presentazione del libro “La mia vita con Fausto”, scritto da Luciana Rota. Un ritratto del Campionissimo, come uomo, marito e padre prima che atleta, tratto dai diari di Bruna Coppi, sua moglie per tutta la vita. Sarà presente l’autrice, che del Museo del Ghisallo è peraltro una preziosa collaboratrice. Di fatto questo è il primo evento per le celebrazioni del centenario della nascita del ciclista, scomparso a Tortona il 2 gennaio del 1960 per la malaria contratta in un viaggio in Alto Volta.
In un anno di ricordo e celebrazioni e con l’arrivo del Giro d’Italia a Como vale la pena ricordare una grande vittoria di Coppi sulle strade del Lario proprio nella “Corsa rosa”. Il 5 giugno 1952 andò in scena la cronometro da Erba a Como, vinta dal “Campionissimo”. Con quel successo il leggendario ciclista di Castellania diede la stoccata decisiva per la conquista del Giro. Le immagini di quella tappa sono visibili su filmati d’epoca caricati sul sito Youtube. E, al di là dei contenuti agonistici, è anche piacevole rivedere come erano Como e il suo territorio sei decenni fa. Si riconoscono le strade lungo il lago, i tornanti del Triangolo Lariano, con l’arrivo finale allo stadio Giuseppe Sinigaglia, che allora aveva il velodromo, la stessa pista che ha ospitato a lungo il traguardo del Giro di Lombardia. Si vede tantissima gente, la partenza fra due ali di folla ad Erba, lungo il tracciato e al Sinigaglia, con il grande abbraccio finale ai protagonisti.
Una cronometro lunga 65 chilometri, che Coppi vinse ad una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il suo tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’), Giancarlo Astrua (a 25’’) e l’altro corridore elvetico Ferdi Kubler (a 30’’). Poi due miti del ciclismo italiano, Fiorenzo Magni (1h34’08’’) e Gino Bartali (1h34’37’’).
L’Airone vanta anche il record di successi al Giro di Lombardia, ben cinque (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954) quando la gara arrivava a Milano, anche se alcuni suoi passaggi sul Ghisallo sono rimasti leggendari. Nel 1948 attaccò a 83 chilometri dall’arrivo, al rifornimento di Asso, e impiegò 25’30’’ nel salire gli 8,8 chilometri di strada che portavano al Colle sacro dei ciclisti. Un record, con il miglioramento del precedente primato di ben 1’43’’. Poi l’arrivo trionfale al Vigorelli.

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