Tributo a Paul Bley, il pianista jazz comasco Cappelletti torna al Blue Note di Milano

Arrigo Cappelletti

Il pianista jazz lariano Arrigo Cappelletti si appresta a tornare al Blue Note di Milano in trio, con Roberto Piccolo al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria. Erano 15 anni che Cappelletti non si esibiva nel locale in questa formazione. L’evento sarà il 14 gennaio alle 21 nello storico locale milanese di via Borsieri 37. Cappelletti nasce a Brunate nel 1949. Dopo una laurea in Filosofia e aver insegnato alcuni anni nei Licei, si è dedicato al jazz realizzando finora diciotto dischi a suo nome di cui almeno quattro (Samadhi, Reflections, Pianure e Terras do risco) hanno avuto importanza nella definizione di una via italiana al jazz fatta di lirismo, introspezione e collegamenti con altri universi musicali. Ispirato musicalmente da John Lewis, Lennie Tristano, Bill Evans e Paul, Bley, ha trovato per anni nel trio con pianoforte il luogo ideale per esprimere il suo jazz libero, intenso e raffinato. Sul finire degli anni ottanta la scoperta del tango-jazz lo ha reso uno dei precursori in Italia delle attuali tendenze alla contaminazione fra il jazz e gli altri generi.

“Ho sempre messo in relazione il Trio con pianoforte con una certa poverta di mezzi e con l’ascesi. Semplicità, abolizione del ridondante e del superfluo, estrema essenzialità fanno pensare allo Zen e a certe pratiche ascetiche la cui “essenzialità” e sinonimo di intensita spirituale. Per questo il Trio non tollera effettismi e manierismi di nessun tipo, tutte cose che servono a gettare fumo negli occhi e a nascondere cio che veramente conta: il disvelamento della verita. Questo disvelamento non riguarda solo, come e ovvio, l’anima di noi musicisti ma l’insieme delle relazioni (e dei giochi di potere, delle alleanze) che si stabiliscono nel suonare e che in nessun luogo come nel Trio appaiono finalmente senza veli. Tutto cio ha a che fare con la crudeltà: la crudeltà del mostrarsi e del mostrare senza veli quello che la musica confezionata e prodotta artificialmente per il mercato tende a mascherare e a smussare”(Arrigo Cappelletti)

Con queste parole Arrigo Cappelletti ci fa ‘sentire’ il suo amore per una formazione, il trio con pianoforte, che lo ha acccompagnato lungo tutto la sua storia musicale, dal primo album “Residui” del 1982, con Paolino Dalla Porta e Filippo Monico, a quello del 2005 “Live in New York”, con John Hebert e Jeff Hirshfield e a “Homage to Paul Bley” con Di Castri e Ditmas. Negli anni Cappelletti ha anche messo a confronto il suo jazz con musiche ‘altre’, dal tango argentino (è stato tra i precursori del tango-jazz in Italia) al fado portoghese, dal lied romantico e novecentesco all’avanguardia ‘colta’ , ultimamente accompagnato da due grandi del nuovo jazz americano, John Hebert al contrabbasso e Jeff Hirshfield alla batteria. In quest’occasione Arrigo Cappelletti, in compagnia del contrabbassista Roberto Piccolo e del batterista Nicola Stranieri, suoi storici collaboratori, presenterà con un concerto intitolato “Tribute to Paul Bley” la traduzione inglese del suo libro su Paul Bley ( Paul Bley: The Logic Of Chance, Vehicule Press, Montreal, 2010), il primo libro di un jazzista italiano a essere tradotto in inglese e distribuito nelle librerie USA. Ingresso 27 euro.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.