Tributo al Vip romano Exoratus nell’estate di Menaggio

Alessandro Cerioli durante un triubuto a Lucio Minicio Exoratus

Estate con la storia romana sul lago per rievocare (si spera in un periodo in cui l’emergenza virus sarà un ricordo) un personaggio storico che ha segnato la storia di Menaggio. Stiamo parlando della nuova iniziativa dello Studio Tablinum di Bellagio, che si terrà anche quest’anno a nella località lariana. È il “Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus” che prevede conferenze ma anche momenti di animazione e ricostruzioni storiche in costume d’epoca. Chi era costui? Flamine di Tito Flavio Vespasiano, Tribuno militare, Quadrumviro con podestà edile, Duomviro, prefetto dei Fabbri, Pretore e Console per due volte e, infine, Pontefice Massimo, Lucio Minicio Exorato era un antico romano della cerchia più intima dell’imperatore di cui fu una sorta di segretario di Stato. Vissuto nel I secolo d.C. gli è dedicata la grande epigrafe del suo monumento funebre conservata a Menaggio, murata nella facciata della Chiesa di S. Marta in via Calvi. La strada porta il nome dello stesso scopritore della stele: il classicista e poeta Francesco Calvi che nel XVI secolo la ritrovò in fondo al lago a Santa Maria Rezzonico e la fece portare a Menaggio, attribuendo al cognome del notabile la denominazione toponomastica di Menaggio (ora si propende per un’influenza celtica: «monte piovoso»). È un appuntamento ormai ricorrente a Menaggio il ciclo di conferenze e di ricostruzioni storiche a cura dello Studio Tablinum di Alessandro Cerioli, cultore di studi classici e organizzatore di mostre ed eventi. Il notabile romano Exorato aveva fatto alzare le antenne di studiosi illustri come Luigi Mario Belloni e Giorgio Luraschi. Cercando di comprendere i suoi spostamenti e il suo ruolo nella vita imperiale Cerioli interpreta Exorato e le cariche di cui il personaggio godeva, iscritte sulla lapide, come mappa per un viaggio sul Lario di epoca romana. Scopo di Cerioli è far capire come mai un personaggio di tale levatura fosse giunto a morire proprio sul Lario, di cui era probabilmente natio.

“Stiamo lavorando dice Alessandro Cerioli di Studio Tablinum – alla terza parte del programma del Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus; nello specifico tratteremo il periodo augusteo e alla trasformazione del Lario in otium ludens per le classi più agiate. Le date saranno le seguenti: sabato 26 e domenica 27 settembre. Saranno in previsione due conferenze legate al tema classico; la mia si terrà sabato 5 settembre, alle ore 19, presso le Scuole Medie di Menaggio e sarà relativa al pax romanorum e al periodo augusteo, la seconda si terrà sabato 26 settembre, al parco della Scuola Materna, alle ore 19, e vedrà la presenza di un noto divulgatore”.

Ecco alcuni dei temi trattati. Nei periodi dell’alto e basso impero il Lario è unanimemente conosciuto come luogo di vacanze e ozi (otium ludens).

Durante il I secolo d.C., periodo di massimo splendore dell’Impero Romano, la crescita della cittadina di Novum Comum fu aiutata dalle donazioni di Plinio il vecchio e di Plinio il giovane, entrambi comaschi, che fecero erigere una biblioteca e uno spazio termale, oltre che due ville sul lago, oggi non più esistenti, denominate Tragedia e Commedia, la prima sita a Bellagio sul promontorio ora occupata dalla Villa Serbelloni, mentre la seconda era sita sulla punta del Lavedo, a Lenno, ora occupata dalla Villa del Balbianello. Molti rinvenimenti tombali testimoniano la crescita e la fecondità del territorio comense, come molti testi di poeti romani ne citano invece la bellezza orografica. In questa terza e ultima parte si vedrà il mutamento sociale di questi luoghi, non più zona di confine da conquistare per stabilizzare la zona prealpina, ma zona d’ozio e svago per le classi agiate romane: politici, mercanti e ufficiali. Quindi la trasformazione dei luoghi in zone abitative dell’elite romana e non più zona di svernamento o passaggio delle legioni; si ricorda inoltre che nel 7 d.c. passarono da Novum Comum alcune centurie che andarono ad ingrossare le fila delle legioni comandate dal governatore della nuova provincia di Germania, Publio Quintilio Varo. Legioni che vennero annientate nel 9 d.c. nella selva di Teutoburgo. In questa terza parte, che si terrà nel 2020, la Legio VIII Augusta divulgherà i pregi e i difetti dell’apparato bellico romano di età imperiale, naturalmente, come nelle due precedenti parti, molta cura verrà data alla vita da campo. Sempre nella parco della Scuola Materna di Menaggio, i gruppi Evropa Antiqva e Sippe Ulfson questa volta faranno la parte del popolo germanico dei Cherusci, guidati dal principe Arminio. In contrapposizione al campo romano verrà posto il campo dei Cherusci, nel quale vedremo le attività di tutti i giorni, come può essere complicato accendere un fuoco da campo, alla manutenzione degli armamenti o creare degli indumenti con le pelli degli animali cacciati. Info su www.tablinum.it.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.