Triplete di primavera, sfida per il turismo

di Lorenzo Morandotti

«Anche il riscaldamento globale aiuta, paradossalmente». L’ho sentita, questa frase, pronunciare da un albergatore comasco, nel descrivere gli scenari attuali della filiera dell’accoglienza, un settore strategico per l’economia lariana che promette molto ma su cui c’è ancora da lavorare. La frase era detta in buona fede, spero: non  cinismo opportunista, ma il tipico realismo di queste parti che invita a considerare la concretezza, il lato evidente e tangibile dei problemi, per immaginare prospettive e soluzioni. Stagioni fredde più miti in effetti agevolano anche la destagionalizzazione delle strutture alberghiere e dei ristoranti. Meno serrande chiuse sono state auspicate di recente  anche da Roberto Pozzi, sindaco di Laglio, ossia il buen retiro di George Clooney, Prendiamo in mano il calendario allora e  constatiamo, realisticamente, che la primavera sarà contraddistinta da una tripletta interessante ossia dalla triade Pasqua (21 aprile), festa della Liberazione (25 aprile) e festa del Lavoro (1° maggio). Sarà in grado il turismo comasco (nella foto, l’imbarco su un battello a Como) di tesaurizzare al meglio della propria efficienza tale occasione e fare del maxiponte un motore di profitti, sperando  che il meteo giochi a favore? Ad esempio con infrastrutture adeguate, musei aperti, occasioni di ritrovo? Non fa ben sperare, per la logistica, lo storico megaingorgo dell’Immacolata (che qualche inguaribile ottimista ha letto come un successo epocale di affluenza, minimizzando i disagi di una città in ginocchio). Se per i parcheggi speriamo almeno di poter contare sul buon senso civico degli utenti, chissà a quale santo occorre votarsi  per avere un Lario a prova di ponte.

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