Triplo omaggio online alla poesia di Carlo Porta

Carlo Porta

Nel secondo centenario della morte del poeta Carlo Porta Milano si mobilita con un ciclo di incontri online proposti dalla storica fondazione culturale Ambrosianeum e dalla Società Dante Alighieri di Milano.
Si parte domani alle 18 sui canali social di Ambrosianeum con interventi di Elide Suligoj (Il mio Porta) e Filippo Del Corno (assessore alla Cultura del Comune di Milano), con il coordinamento di Marco Garzonio, presidente della Fondazione Culturale Ambrosianeum. Parlano inoltre dello scrittore meneghino Giovanna Ferrante, giornalista e scrittrice (La vita di Carlo Porta e i suoi contemporanei) e il lecchese Gianfranco Scotti, attore e cultore di letteratura lombarda (Lingua e tecnica nell’opera di Carlo Porta).
Il ciclo di incontri online si intitola Carlo Porta. Poesia, lingua, cultura, umanità nella Milano di ieri e di oggi e prevede un secondo tempo il 18 marzo sempre dalle 18, con la conduzione di Giacomo Perego, direttore dell’Ambrosianeum. Interverranno Adriano Bassi, musicologo e Direttore d’orchestra e presidente della Società Dante Alighieri di Milano che parlerà su Carlo Porta e la musica del suo tempo mentre la storica dell’arte Sissa Caccia Dominioni approfondirà La Milano del Porta: dal Verziere alla Scala e Massimiliano Finazzer Flory parlerà su Carlo Porta e Tommaso Grossi.
Terzo tempo del ciclo sarà il 25 marzo con Franco Manzoni, critico letterario del Corriere della Sera, che interverrà sul tema Carlo Porta tra Dante e Manzoni mentre Giuliana Nuvoli dell’Università degli Studi di Milano parlerà sul tema “Io sono mia”. La Ninetta del Verzee. Le conclusioni saranno affidate a Mauro Novelli, presidente del Comitato promotore per le Celebrazioni del Bicentenario della morte di Carlo Porta (1821-2021).
Grazie agli studi del filologo varesino Dante Isella, somma autorità anche per lo scrittore comasco Carlo Dossi e amico dello scrittore lariano Carlo Linati, possiamo conoscere vari legami di Carlo Porta con il Lario che forse potrebbero motivare anche qualche iniziativa comasca, Covid permettendo.
Fu spedita al fratello Gaspare da Turate, allora in provincia di Milano, la prima lettera che andò a comporre l’epistolario superstite dell’autore della Ninetta del Verzee. Che se la passerà poi «a meraviglia» – complice l’amore per Luigia Mainardi detta Bigia, moglie dell’ingegnere Antonio Vertemati – a Blevio, sul Lago di Como, proprio nella villa dei Vertemati, la Malpensata.
Da qui, in vacanza, Carlo scriverà al fratello Gaspare: «Mangio e bevo e mi diverto colla migliore compagnia del mondo». Corre l’anno 1803.
L’anno seguente, da agosto a ottobre, Carlo è ancora a Blevio, anche per motivi di salute, in attesa di essere assunto nell’amministrazione pubblica. Tornerà nel Comasco il 23 agosto 1806, per sposarsi a Carpesino di Erba, nella chiesa dei Tre Re Magi, con Vincenza Prevosti, vedova di Raffaele Arauco. La sposa, figlia di gioielliere con negozio in via Orefici e forte della pensione del marito defunto, possiede una villa ad Arcellasco, la Torricella, dove la coppia avrà spesso occasione di soggiornare.

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