Tropenscovino querela Azouz: «Nella diretta tv mi ha diffamato»

alt

La ricorrenza – Domani un numero speciale del “Corriere di Como” sulla strage di Erba
Il tunisino ha accusato il suo ex legale di averlo «venduto alla Procura»

(m.d.) Le parole pronunciate da Azouz Marzouk nella puntata che “Linea gialla” ha dedicato alla strage di Erba, andata in onda martedì sera su La7, l’hanno mandato su tutte le furie. Quell’accusa di averlo «venduto alla Procura di Como», come ha dichiarato Azouz durante la trasmissione, l’avvocato Roberto Tropenscovino, per cinque anni legale del tunisino, proprio non l’ha digerita. E così il professionista lecchese ha deciso di querelare per diffamazione il suo ex assistito, marito di

Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, due delle quattro vittime della strage dell’11 dicembre 2006.
«Di fronte alle sue parole non posso non reagire – afferma Tropenscovino – La sua è stata un’uscita insensata, senza capo né coda. Non l’ha nemmeno spiegata né giustificata. Ma chi e che cosa avrei mai potuto vendere alla Procura? Non capisco questo suo attacco frontale, tanto più che io per 5 anni ho difeso e tutelato i suoi interessi come parte civile nel processo contro i responsabili della strage».
Il legale lecchese conferma l’intenzione di querelare Azouz. «La sua uscita è gravissima. Io faccio l’avvocato e non voglio che la gente possa pensare che sia in combutta con chicchessia. Di certo non mi faccio mettere sotto i piedi da Azouz di fronte all’opinione pubblica».
Tropenscovino non sente il tunisino dal maggio del 2011, quando la Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne all’ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Secondo quanto sostenuto da Azouz a “Linea gialla”, i due coniugi erbesi sarebbero innocenti. «Non commento queste sue parole – conclude l’avvocato – Olindo e Rosa sono stati condannati all’ergastolo da tre Tribunali diversi».
E proprio alla strage di Erba, compiuta l’11 dicembre di sette anni fa, è dedicato il numero speciale del “Corriere di Como” in edicola domani. Nella monografia i lettori troveranno diverse novità, tra cui un ampio reportage da Zaghouan, il paese tunisino dove Azouz è nato ed è tornato a vivere. E dove sono sepolti la moglie Raffaella e il piccolo Youssef. Sulle pagine del nostro giornale di domani anche una lunga intervista ad Azouz, fatta l’11 dicembre scorso, proprio nel giorno della ricorrenza della strage.

Nella foto:
L’avvocato Roberto Tropenscovino (a sinistra) e Azouz Marzouk nel Tribunale di Milano in occasione del processo di Appello per la strage di Erba

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.