«Troppa confusione: se la scuola è aperta bisogna insegnare»

L’assessore all’Istruzione contraria al provvedimento
«La scuola o è chiusa oppure se è aperta funziona, dunque, fa lezione». L’idea degli istituti scolastici “parcheggio”, obbligati ad accogliere gli studenti ma con le attività didattiche sospese, non è piaciuta all’assessore all’Istruzione Anna Veronelli. L’esponente della giunta non ha condiviso l’ordinanza del sindaco Stefano Bruni che, per la giornata di ieri, a suo avviso «ha solo generato confusione».
Anna Veronelli ha saputo del provvedimento del sindaco solo a cose fatte. «Non sono stata consultata prima e questo a mio avviso non è corretto – sottolinea l’esponente della giunta di Palazzo Cernezzi – Il sindaco ha tutto il diritto di decidere, ma credo sarebbe auspicabile un lavoro di squadra, in modo che ciascuno possa dare un contributo. Ho parlato con il sindaco solo a cose fatte e gli ho fatto presente che non ero affatto d’accordo con quanto previsto dall’ordinanza per la giornata di ieri».
Alle 13.23 di venerdì scorso, dal Blackberry dell’assessore all’Istruzione è partita una mail collettiva a tutti i “contatti” con il testo dell’ordinanza firmata dal sindaco e la richiesta di far circolare il più possibile il messaggio. «Ho ricevuto una mail con il provvedimento poco prima delle 13 – sottolinea Anna Veronelli – Già questo è stato un primo problema, perché il documento è stato firmato quando ormai le scuole stavano chiudendo e non c’era il tempo per informare correttamente le famiglie. Ho inoltrato immediatamente la comunicazione a tutti i miei contatti, chiedendo ai genitori di fare il classico passaparola. In ogni caso, la scelta di lasciare le scuole aperte sospendendo però le lezioni ha ingenerato grande incertezza e confusione nei dirigenti scolastici e nelle famiglie».
«Occorreva dare un’indicazione univoca – conclude Anna Veronelli – L’indicazione “sospensione delle lezioni” significa scuola chiusa, è la stessa usata nei periodi di vacanza. Se è aperta, la scuola deve funzionare, cioè devono esserci lezioni per gli studenti presenti. Il sindaco può decidere legittimamente di chiudere per l’ondata di gelo straordinario, ma a quel punto doveva chiudere e basta».

Anna Campaniello

Nella foto:
Studenti leggono l’ordinanza del sindaco affissa sul portone della scuola

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