Troppe cordate per il Calcio Como, il sindaco fa un bando

Sarebbero almeno sette le cordate che si sono manifestate nelle ultime ore in vari modi (soprattutto telefonate o incontri in Comune) per proseguire l’attività calcistica a Como.
Tante, forse troppe, e con oggettive difficoltà per il sindaco Mario Landriscina di valutare solidità dei gruppi e affidabilità delle persone. Ecco così che il primo cittadino ha scelto la via del “bando” o meglio dell’avviso per manifestazione di interesse e di un comitato cittadino di supporto per la scelta del vincitore.
Le caratteristiche sono già state pubblicate da Palazzo Cernezzi e ricavabili sul sito www.comune.como.it, insieme con i nomi del comitato, composto da due avvocati Cesare Di Cinto (indicato dal Comitato lombardo della Lega Nazionale Dilettanti) e Giuseppe Ragadali (esperto in procedure comparative e selettive). Ci sono poi il dottor Marco Rezzonico esperto di bilanci societari e antiriciclaggio, il segretario generale del Comune, Tommaso Stufano, la dirigente Rossana Tosetti per la questione dello stadio.
Il termine ultimo per presentare le candidature sono le ore 13 dell’11 luglio. Le cose principali da predisporre sono un serio progetto sportivo e aziendale e le garanzie economiche (fidejussioni, lettere di patronage o altro).
«Credo sia la prima volta che un Comune stabilisce che la procedura del lodo Petrucci venga messa in pratica con una manifestazione di interessi» spiega Mario Landriscina.
Ieri il primo cittadino ha incontrato anche il presidente del Comitato lariano della Figc, Donato Finelli, che era stato anche invitato a prendere parte al “comitato di saggi”, ma che ha dovuto declinare l’invito rivestendo anche un incarico di controllo.
Le candidature per avere il titolo sportivo del fallito Calcio Como vanno protocollate entro martedì prossimo in Comune. Si dovrà indicare il nome di un referente e tutti gli elementi per identificare la candidatura. I criteri di valutazione sono l’affidabilità e la solvibilità economica della società, la tracciabilità e trasparenza dei capitali investiti, l’assenza di elementi relativi alla disciplina antimafia e alle regole per i contratti con la pubblica amministrazione. Infine, come detto, sono determinanti la sostenibilità economica del progetto sportivo presentato e le garanzie bancarie o assicurative offerte.
«Con questo non vogliamo mettere i bastoni tra le ruote a nessuno, ma solo dare il Como a persone serie» ha concluso il sindaco. La notizia è quindi che il calcio in città, salvo nuovi clamorosi colpi di scena, avrà un futuro. Il Comune di Como si è già attivato per aderire al cosiddetto “lodo Petrucci” e recuperare un titolo sportivo dalla Federazione per un campionato, pur dilettantistico. Si deve solo individuare la società sportiva che meglio possa proseguire una tradizione di 110 anni. Se una delle sette cordate che si sono palesate o qualcun altro ha queste caratteristiche, il gioco è fatto.
Paolo Annoni

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