Troppe incertezze, «situazione deprimente»

I commenti degli esercenti
Nelle vie rimaste al palo alcuni esercenti preferiscono decorare da soli le vetrine
I commercianti di Como, rimasti al buio, danno la loro versione dei fatti.
«Quello che non è più tollerabile è l’incertezza. Troppo spesso ci viene detta una cifra che poi viene modificata e, alla fine, non è mai corrispondente a quanto si era deciso all’inizio – dice Paolo Luzi del negozio Bergna in via Rusconi – E poi siamo già in ritardo. In altre città hanno già acceso le luci. È per questo che non ho aderito. Decorerò la mia vetrina e tanto basta».
Un sentimento comune

. «Se non si è tutti d’accordo è difficile arrivare a un risultato. Inoltre, l’anno scorso le luminarie erano brutte», aggiunge Oriana De Marco del Caffè Napoletano in via Rusconi.
L’elenco delle strade senza addobbi è lungo e comprende: via Mentana, via Muralto, via Rusconi, via Ballarini, via Cadorna, via Natta, via Odescalchi, via G.B. Grassi, via Boldoni, via Rovelli, via Adamo del Pero, via Lambertenghi, via Vitani, via Primo Tatti, via Volta, via Rezzonico, via Carloni, via Ciceri, via Volpi, via Olginati e via Monti. Qui l’adesione degli esercizi commerciali è stata inferiore al 50%.
«Avevo aderito subito – dice Carla Pozzi della Libreria dei ragazzi in via Lambertenghi – Purtroppo alla fine ha prevalso il numero di quanti non hanno voluto abbellire la via. È un peccato. Ci si dovrebbe sforzare per rendere sempre più gradevole passeggiare in centro».
Débâcle in via Olginati, dove nessuno ha sottoscritto il piano. «C’è una spiegazione. Le luminarie dell’anno scorso erano inguardabili. E, soprattutto, il Comune si è mosso troppo in ritardo – dice Cristiano Trebbi del negozio Pour Toi di via Olginati – Noi commercianti della via ci siamo accordati per installare illuminazioni ad hoc. Ci siamo subito trovati in sintonia».
Diverse le opinioni. «Ho sempre partecipato. Però troppo spesso erano in pochi a pagare e poi alla fine ne godevano tutti. Non mi sembra giusto, ecco perché quest’anno ho detto no. Non è questione di 80 euro ma è il principio», spiega Michele Mandaglio dell’Ortofrutta di via Muralto. «Abbiamo aderito immediatamente, ma purtroppo, alla fine, non se ne è fatto nulla. Sarebbe stato utile. Il periodo natalizio attira sempre molta gente e rendere più accogliente la strada e la città intera sarebbe stato un vantaggio», interviene Mari Castiglioni del negozio Oltrefrontiera di via Muralto. «Quest’anno non me la sono sentita – dice Nicola Schirinzi del negozio Graffiti di via Vitani – anche per la qualità scarsa degli addobbi degli anni passati».
È forte la delusione. «È una situazione deprimente. Sono somme minime. Stiamo parlando di 80 euro. Non ci credo che non si riescano a trovare per questo progetto – dice Mario Bernasconi dell’omonima boutique sempre in via Vitani – Se ci impegnassimo tutti, questa splendida stradina potrebbe diventare la via della Spiga di Como. E invece restiamo al buio».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Paolo Luzi

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