Troppe strettoie nel percorso dei bus. A rischio la sicurezza dei pedoni

altLa viabilità che cambia
Abbiamo misurato le zone più critiche del nuovo percorso dei pullman

Tre strettoie e due semafori in pochi metri. È questo il percorso a ostacoli che i bus di linea si troveranno a dover affrontare, con una frequenza sempre maggiore, da quando la Zona a traffico limitato entrerà a pieno regime.
Bindella alla mano, ieri pomeriggio abbiamo effettuato tutte le misurazioni nei punti critici. Un dedalo d’asfalto che preoccupa gli autisti dei mezzi pubblici e i cittadini. Il tragitto sotto osservazione parte da via Rodari.
Lì, dove verrà posizionato un semaforo

per regolare l’accesso nella Ztl, la sede stradale è larga 3 metri e 55 centimetri e un bus di linea, in media, è largo 2 metri e 55. Nei pochi centimetri rimanenti dovrebbero passare le persone, le biciclette o i passeggini. Operazione certamente non impossibile ma sicuramente rischiosa.
E anche ieri pomeriggio in molti si sono trovati, nonostante la cautela degli autisti dei mezzi pubblici, a dover prestare la massima attenzione. La carreggiata si restringe ulteriormente poco prima di arrivare in piazza Roma. Passo successivo la svolta per immettersi in via Bianchi Giovini, altra viuzza che a stento potrà reggere la coabitazione tra mezzi pubblici e persone a passeggio.
Qui, nel punto più stretto si arriva a stento a 4 metri e 40. Ma la vera domanda è un’altra. Quando due bus, per i motivi più disparati, dovessero incrociarsi, dove e chi passerà? Sarà sicuramente rischioso.
Un problema che non è sfuggito a uno dei promotori della protesta No-Ztl, il consigliere di “Adesso Como”, Alessandro Rapinese. «Quando la Ztl andrà a pieno regime, transiteranno oltre 200 mezzi pubblici al giorno. Qualcuno a Palazzo Cernezzi lo sa? – si chiede il consigliere – Si sono posti delle domande? Hanno fatto delle rilevazioni? Speriamo in bene».
Proprio Rapinese ha protocollato, il 14 marzo, un’interrogazione sul tema per sapere «quanti pullman di linea, in entrambi i sensi di marcia, passeranno quotidianamente durante una normale giornata feriale da via Rodari». In attesa di conoscere i numeri, un altro dettaglio balza all’occhio.
Finita via Bianchi Giovini, molti bus svoltano, ovviamente, in via Plinio. Qui sempre più spesso i mezzi devono strombazzare per avvisare le persone che invadono la strada. Molti gli autisti che già in passato si sono lamentati per la pericolosità della situazione. Il timore è che con la Ztl operativa si possa intensificare la presenza, a volte incontrollata, delle persone a passeggio. Ma ritornando lungo il tracciato che da via Bianchi Giovini porta in via Domenico Fontana, ecco comparire il secondo semaforo e la terza strozzatura. E in mezzo a via Fontana la sede stradale si restringe ulteriormente, arrivando a misurare addirittura poco più di 3 metri e 40 centimetri nel punto in cui si svolta in via Cairoli. E ieri, aspettando di veder girare alcuni mezzi pubblici – larghi come detto 2 metri e 55 – proprio in questo punto si è assistito a scene decisamente pericolose.
Un gruppetto di tre mamme con passeggini al seguito sono rimaste bloccate tra i bus in manovra e il muro del vecchio San Gottardo. Questo ciò che accade nei trecento metri di strada che passano attraverso la nuova Ztl. Ritornando infine in piazza Roma, anche ieri pomeriggio, vigili all’opera. Numerose le multe. Diverse le auto targate Svizzera fermate. Parecchie le multe elevate. Un’ultima battuta riguarda il referendum anti- Ztl, promosso dal comitato “Como di Tutti”. «Siamo arrivati a oltre 1.700 firme raccolte – fanno sapere – Ora stiamo lavorando per realizzare dei manifesti per informare chi non è a conoscenza dell’iniziativa. L’idea è di tappezzare la città».
All’alba del “Volta day”, in piazza Roma lo scontro continua.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La misurazione della sede stradale in via Bianchi Giovini, uno dei tratti più a rischio per i pedoni (fotoservizio Fkd)

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