«Troppe vittime, ma la prevenzione funziona»

Il responsabile del 118 Mario Landriscina
Insistere su repressione, formazione e sistemi di soccorso e lavorare sul traffico infrasettimanale, al momento vera maglia nera per il numero e la tipologia di incidenti stradali. Guardando i dati diffusi da Aci e Istat è questo il commento di Mario Landriscina, responsabile del 118 di Como, che da anni, per lavoro, si occupa di gestire i soccorsi dei tanti, ancora troppi, comaschi che ogni giorno rimangono coinvolti in un sinistro.
«Partendo dal presupposto che il numero di vittime è sempre troppo alto, la loro diminuzione rispetto al 2009, unita al dato sostanzialmente invariato degli incidenti, è sicuramente un dato positivo, che dimostra la bontà dell’ingente lavoro di prevenzione e formazione svolto in questi anni – spiega Landriscina – L’ultimo decennio, infatti, è stato caratterizzato da un radicale cambiamento nelle prestazioni di soccorso e da un incremento delle attività di prevenzione sia sul fronte dell’educazione stradale, sia su quello dell’informazione sanitaria. Essenziale, poi, resta il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine». Un lavoro che, guardando il rapporto Aci-Istat, sembrerebbe aver dato i suoi frutti soprattutto nei fine settimana: rispetto al passato, infatti, il venerdì e il sabato non sono più i giorni neri, nei quali si concentra la maggior parte dei sinistri con morti o feriti.
«Vuol dire che le iniziative di prevenzione e repressione, con un grande spiegamento di forze da parte del 118, ma anche di Aci, Provincia, Prefettura e forze dell’ordine, hanno dato i loro risultati – aggiunge Mario Landriscina – Ora dobbiamo proseguire su questa strada e intensificare i nostri sforzi, concentrandoci anche sulla quotidianità infrasettimanale del traffico urbano che, al momento, sembra essere il più rischioso». Statisticamente parlando, infatti, il giorno nero degli automobilisti lariani è il martedì. In questo giorno, nel 2010, si è concentrato il maggior numero di incidenti stradali. Senza dimenticare che la fascia oraria più critica non è quella serale, né quella notturna, ma quella pomeridiana, tra le 14 e le 17.
«Ormai il centro urbano è il luogo più pericoloso, quello in cui si condensano gli eventi rischiosi – aggiunge Landriscina – Paradossalmente, in autostrada, dove la velocità è maggiore, la disciplina del traffico e la configurazione della strada rappresentano fattori di protezione. In un centro abitato, invece, bastano minime variazioni di condotta o di velocità per provocare incidenti, come l’investimento di ciclisti, motociclisti e pedoni, tradizionalmente più fragili e traumatizzabili rispetto ai conducenti dei veicoli». Il prossimo obiettivo è quindi una maggiore educazione e responsabilizzazione del conducente in ambito urbano, visto che, come risulta dal rapporto diffuso ieri, velocità e mancato rispetto della segnaletica sono le prime cause dei sinistri lariani. «Nei centri c’è una concentrazione di macchine e persone in pochi chilometri, dove bastano una sbavatura nella conduzione e una minima variazione nella conduzione per provocare grandi danni – conclude il medico lariano – per questo sarà importante lavorare anche sulla gestione degli eventi in ambito urbano».

Alessandra D’Angiò

Nella foto:
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da grandi cambiamenti nelle prestazioni di soccorso

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.