«Troppi contratti di fornitura prorogati senza gara». Sant’Anna nel mirino del comitato di controllo

Materiali e strumenti per l’emodinamica, servizi infermieristici e ausiliari, lavaggio della biancheria, sanificazione, fornitura di contenitori monouso. Contratti per un totale di quasi 20 milioni di euro che l’azienda ospedaliera Sant’Anna, alla scadenza, ha semplicemente prorogato, senza procedere a una nuova gara. Complessivamente, si tratta del 28% circa del totale dei servizi assegnati nel 2013.
Troppi, secondo il Comitato regionale che controlla gli appalti e che ha segnalato la «carenza di programmazione» e, in alcuni casi, la «contrarietà ai principi di concorrenza».
«Le proroghe possono sembrare immotivate, ma ci sono servite per organizzarci per rispettare le nuove normative sulle gare aggregate, fatte con altri ospedali – risponde Salvatore Gioia, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Sant’Anna – In meno di 3 anni abbiamo diminuito la spesa per beni e servizi di 6 milioni di euro, credo che sia un risultato non di poco conto».
Gli appunti sulla gestione delle gare sono contenuti nella relazione pubblicata nei giorni scorsi dal Comitato regionale trasparenza appalti e sicurezza dei cantieri. Il documento fa riferimento al 2013 e traccia un quadro complessivo della situazione degli appalti pubblici, non solo della sanità, in Lombardia. I vertici del Sant’Anna hanno già inviato alla Regione una replica alle contestazioni mosse dal Comitato.
Gli esperti della Commissione di controllo hanno analizzato i contratti stipulati dall’azienda ospedaliera Sant’Anna nel 2013. L’importo complessivo ammonta a quasi 73 milioni di euro. Nel 30% dei casi, l’assegnazione è avvenuta tramite procedure aperte aggregate, ovvero con gare realizzate da consorzi di aziende, come previsto dalle normative regionali in vigore dal 2011. Il dato sul quale si soffermano i controllori, però, è quello relativo alle proroghe.
«Emerge un elevato ricorso all’istituto della proroga (27,33%) – si legge nel rapporto – Tale istituto si caratterizza per la sua applicabilità solo in via eccezionale e per situazioni di necessità non imputabili alla stessa stazione appaltante».
«Il numero dei rinnovi e delle proroghe – prosegue la relazione – è sintomatico della necessità di intervenire per una efficiente programmazione, il rispetto dei termini delle varie scadenze contrattuali, l’adeguata motivazione dei provvedimenti e il necessario ricorso all’evidenza pubblica. Taluni provvedimenti di rinnovo sembrano configurarsi come veri e propri nuovi affidamenti».
Qualche esempio. Per la fornitura di materiali di consumo per il laboratorio di emodinamica e interventistica cardiovascolare, le proroghe sono la norma addirittura dal 2011 e sono, secondo il Comitato, «frutto di carenza di programmazione e contrarie ai principi di concorrenza». Per il lavaggio e il noleggio della biancheria, la relazione mette in evidenza rinnovi dal 2009 e precisa che «il rinnovo appare carente nella motivazione circa la valutazione sulla convenienza dello stesso».
La replica dell’azienda ospedaliera Sant’Anna è affidata al direttore amministrativo. «L’introduzione, tre anni fa, del nuovo sistema d’acquisto di beni e servizi tramite aggregazioni consortili di più aziende ha dilatato i tempi delle procedure – sottolinea Salvatore Gioia – Le proroghe in questa fase sono state di fatto obbligatorie per non interrompere i servizi».
Sull’organizzazione dell’azienda ha pesato anche il trasloco nel nuovo presidio di San Fermo della Battaglia, scattato nel settembre 2010. «Nel periodo 2009-2010 – dice il direttore amministrativo – abbiamo fatto 220 gare. Il rinnovo ha consentito di alleggerire il carico di lavoro durante l’organizzazione del trasferimento, visto che non è stato possibile incrementare il personale».
Gioia conferma l’obiettivo di ridurre le proroghe. «Noi stessi abbiamo messo sul tavolo il problema – precisa il manager – Credo che sia necessario attendere il completamente di questa fase di rodaggio delle nuove regole per le gare aggregate. Già nel 2015 ci sarà una significativa riduzione e nel 2016 il sistema andrà a regime. Ringrazio chi controlla – conclude Salvatore Gioia – Tutti gli appunti che ci vengono fatti sono stimoli per migliorare. Stiamo lavorando su queste indicazioni per ricostruire il processo di approvvigionamento e renderlo ancora più chiaro, trasparente ed efficiente».
Anna Campaniello

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