Troppi freni a mano tirati

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Prima dell’arrivo di un invisibile quanto insidioso nemico tutt’altro che sconfitto chiamato Coronavirus, che ha scompaginato i piani di tutti e ha fatto emergere vizi e per fortuna anche qualche virtù, il degrado degli spazi urbani  e dei luoghi di pubblica convivenza aveva, se non il podio, una posizione di primo livello nella lista delle priorità di Como.

Forse non delle amministrazioni che si sono avvicendate nella stanza del governo, ma sicuramente agli occhi di molti residenti e turisti. Quello che forse si potrebbe tollerare come male minore in un contesto già fortemente degradato sul piano sociale ed economico diventa un pessimo biglietto da visita, e una forma di preoccupante schizofrenia, per un territorio che ha ambizioni turistiche peraltro più che confermate dalla fedeltà dei turisti, siano essi di prossimità ossia devoti del mordi e fuggi, sia più danarosi e capaci di spendere per una permanenza più prolungata.

Il caso “caramelloni” portato ripetutamente  alla ribalta della cronaca è solo una cartina al tornasole, una delle tante, che evidenzia questo fenomeno e va ad aggiungersi ad altre tessere di un mosaico non proprio edificante. La città di Como è in affanno anche su altri fronti, come documenta il caso della lunga lista d’attesa per i nidi, uno dei tanti settori nevralgici della quotidianità in cui l’emergenza sanitaria si fa sentire con le sue conseguenze a medio e lungo termine.

E c’è da temere che sul fronte scuola, stanti le incertezze, i problemi non mancheranno in autunno. Il caso nidi è un ulteriore segnale di una città che arranca su più fonti, come detto dal degrado urbano ai servizi essenziali  per le famiglie, con la pandemia che ha  se possibile complicato di  molto   le cose. Sono tanti indicatori, campanelli d’allarme, che non vanno ignorati in una città che ha avuto anche, tra i problemi sul tappeto in una fase obiettivamente difficile, la complicazione di una crisi politica con l’abbandono di un assessore  con posto chiave in giunta.

E se a questo panorama aggiungiamo  un altro tema caldo di questa come di altre annate per Como, ossia la gestione dei senzatetto, che innesta l’emergenza umanitaria globale nel caso particolare di una città turistica, ecco completarsi un quadro di preoccupante livello qualitativo. Da lontano il Lario sarà  anche sinonimo di relax ed esclusività e gode della presenza di testimonial importanti come  Chiara Ferragni e George Clooney, ma da vicino l’assortimento di magagne sta assumendo livelli di guardia non più tollerabili.

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