Troppo caos, altare di Maccio recintato

Don Savoldelli: «C’era troppa confusione». Si potrà toccarlo in 5 momenti
Un cordone rosso di velluto. È questo il segno che da ieri mattina separa l’altare del santuario di Maccio dalle decine di fedeli che continuano ad affollare le panche e le navate del luogo di culto da quando don Luigi Savoldelli, proprio una settimana fa, ha spiegato che nel corso degli anni il blocco di marmo ha più volte trasudato acqua.
Dopo sette giorni di pellegrinaggi, con decine di fedeli giunti a Villa Guardia da tutta la provincia e perfino da tutto il Nord Italia, don Luigi e i

suoi collaboratori hanno deciso di transennare l’altare per mettere un freno all’ardore dei devoti e stabilire un po’ d’ordine per quella che, a loro dire, stava diventando un’affluenza sicuramente importante ma decisamente confusionaria, con decine di persone perennemente accalcate intorno al “marmo del miracolo” per baciarlo, toccarlo e fotografarlo.
«Un atteggiamento di devozione che va assolutamente rispettato – spiegano dal santuario – ma che al tempo stesso deve essere indirizzato nelle giuste forme». Per questo, da ieri mattina, l’altare di Maccio risulta transennato e i credenti possono avvicinarsi solo alle ore 10, 11, 12, 15 e 16. In queste cinque occasioni giornaliere, i fedeli sono innanzitutto chiamati a un momento di raccoglimento e di preghiera, recitando la Supplica alla Santissima Trinità Misericordia. Dopodiché, chi vuole può mettersi in fila al centro della navata, aspettare che don Luigi apra il cordone rosso e quindi avvicinarsi all’altare del santuario per toccarlo, baciarlo o inginocchiarsi in segno di rispetto. Quando l’ultimo dei pellegrini ha terminato il suo atto di devozione, don Luigi ripristina il cordone che transenna l’area dell’altare, che torna così a essere inaccessibile ai fedeli fino allo scoccare dell’ora successiva.
«È una decisione che abbiamo preso giovedì sera insieme ai preti del Santuario, per dare un ordine a questo enorme afflusso di persone che, ovviamente, ci rende felici, ma al tempo stesso rischia di creare una confusione eccessiva – spiega don Savoldelli – C’è tanta gente che viene a pregare e questo va sicuramente rispettato, ma va anche indirizzato affinché l’adorazione dell’altare diventi un’occasione di incontro con il Signore, che è il vero centro». Transennare l’altare, insomma, non rappresenta alcuna volontà di dissuadere le persone dal recarsi a Maccio a pregare, ma piuttosto vuole indurre i fedeli a riflettere più in profondità sul significato di quello che, ribadisce Savoldelli, è un segno della presenza divina e non un “miracolo”, come qualcuno ha erroneamente pensato negli ultimi giorni. Un altro pensiero errato che Savoldelli vuole smentire è quello relativo alle critiche di “spettacolarizzazione” e di “strumentalizzazione” del fenomeno, pronunciate negli ultimi giorni «da chi pensa che abbiamo un secondo fine, che abbiamo scopi economici o che vogliamo plagiare le persone». Accuse che non sono piaciute al parroco di Maccio e che, probabilmente, hanno inciso su questa decisione, come su quella di limitare l’accesso al santuario a cameraman e fotografi, più di quanto non lo abbia fatto la necessità di mettere ordine nell’incessante pellegrinaggio.
Un pellegrinaggio che comunque, transenne o meno, continua imperterrito, perfino in giorni e orari lavorativi, come dimostrava la cinquantina di persone presenti in chiesa ieri mattina, tra le 10 e le 11, per partecipare al momento di preghiera comunitario e accedere all’altare. Il vero banco di prova, però, sarà tra oggi e domani, quando si terranno le Sante Messe della IV giornata di Quaresima. Due giorni in cui il santuario potrebbe davvero essere preso d’assalto da fedeli, curiosi e perfino da qualche scettico, con relative conseguenze sulla vita del piccolo Comune di Villa Guardia, soprattutto dal punto di vista del traffico e dei parcheggi. Anche perché, proprio domenica, i posti auto del campo sportivo non saranno utilizzabili, perché occupati da una camminata di solidarietà per le Missioni in Africa. Don Savoldelli, però, ha già pensato a una soluzione, chiedendo di poter mettere a disposizione dei fedeli il posteggio del vicino Istituto S. Maria Assunta.

Alessandra D’Angiò

Nella foto:
Presa diretta
A sinistra, un fedele inginocchiato davanti all’altare ma tenuto a debita distanza a causa del nastro rosso messo dal parroco per evitare l’eccessiva ressa (foto Mv)

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