Cronaca

Troppo stress: il Sant’Anna cura i suoi medici e infermieri

Nuovo ambulatorio per il personale. Il responsabile: «L’ospedale affatica come un’acciaieria»
Nervosismo. Irritabilità. Il tempo per ricaricare le pile ci sarebbe, eppure non si trova più l’energia per fare nulla: sport e hobby spariscono dalla vita quotidiana. E i fumatori aumentano il numero di sigarette al giorno.
Sono i sintomi dello “stress lavoro correlato”. Una sindrome che colpisce, secondo alcuni studi medici europei, soprattutto i dipendenti di scuola o sanità. E se un impiegato contabile stressato può sbagliare una fattura, il rischio professionale per chi lavora in
un ospedale è molto più alto: un infermiere distratto o stanco, un medico con la testa altrove possono fare danni ben più pesanti.
Per prevenire e riconoscere questi problemi, l’ospedale Sant’Anna inaugura lunedì prossimo un ambulatorio per lo “stress lavoro correlato”, per tutti e 3.400 i dipendenti dell’azienda ospedaliera.
Dall’inserviente al primario. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra le unità operative di Psicologia clinica e di Medicina preventiva: mira ad aumentare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro, potenziando l’attenzione sui segnali che possono indicare questi problemi.
«Lo stress da lavoro – spiega Vito Tumino, responsabile dell’unità operativa di Psicologia del Sant’Anna – porta, per ciò che riguarda l’aspetto professionale, una perdita di ore di lavoro. Sotto il profilo personale, questa patologia può causare un’esposizione eccessiva allo stress, se non curata o affrontata».
Gli effetti dello stress lavorativo, spiega Tumino, vanno da una generale apatia a veri e propri problemi fisici. «All’inizio viene meno la motivazione. Poi, si può scivolare nell’assenteismo, con la richiesta di assenze dal lavoro per malesseri di varia natura. E infine, l’esposizione forte allo stress da lavoro può causare disturbi fisici, muscolari o cardiocircolatori». L’ospedale è un ambiente molto particolare. Chi vi lavora è in costante contatto con il dolore. Molte persone fanno fatica a entrare in un ospedale anche solo per visitare un parente, tale è l’atmosfera percepita. Un medico o un infermiere hanno scelto le rispettive strade, ma comunque non è mai facile lavorare quotidianamente in un luogo di sofferenza.
Per far capire quanto possa essere duro, Vito Tumino paragona l’ospedale a «un’acciaieria, dove il fisico deve sopportare temperature altissime». Lo stress fisico di un operaio in fonderia è quindi paragonabile a quello emotivo di un dipendente di un ospedale. «Chi cura un paziente – continua il responsabile di Psicologia del Sant’Anna – dev’essere nelle migliori condizioni emotive e psicologiche. Ci sono dipendenti, in un ospedale, che devono avere la prontezza di gestire un’emergenza; altri, invece, che quotidianamente fanno i conti con una diagnosi infausta, da comunicare ai familiari del paziente. Chi lavora nella sanità deve avere piena consapevolezza delle componenti emotive e psicologiche del proprio compito».
Tumino elenca poi i sintomi dello stress da lavoro: segnali che si riscontrano non solo in un infermiere o in un medico, ma in qualsiasi categoria. «Vengono innanzitutto aumentati alcuni trend: i fumatori, ad esempio, incrementano il consumo di sigarette. Poi si comincia a ridurre lo spazio per il tempo libero, hobby, sport, letture, svago. La persona stressata non riesce più a equilibrare tempo libero e lavoro. E non ricarica più le pile». Lo stress da lavoro può essere prevenuto, oppure riconosciuto e affrontato. In alcuni casi, se lo stress è causato da una situazione particolare, tocca all’azienda cambiare le condizioni di lavoro.

Andrea Bambace

12 Maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto