Trova un vecchio Bot da 5.000 lire, chiede un mega-rimborso. La battaglia di Sergio Mattarella, omonimo del presidente

Di nome fa Sergio e di cognome Mattarella. «Nessuna parentela», precisa subito. L’omonimia con il presidente della Repubblica però non può non suscitare curiosità. Tanto più se il Mattarella in questione, 55enne residente a Como, ha appena deciso di fare causa alla Banca d’Italia, cioè di fatto allo Stato, per recuperare un vecchio Bot del valore nominale di 5mila lire, risalente agli anni Cinquanta e ritrovato per caso nella camera dei genitori.
Originario di Reggio Calabria, qualche mese fa, per motivi familiari Sergio Mattarella si è trasferito a Como. Proprio nell’ambito del trasloco, che ha comportato anche lo spostamento da Sud a Nord di alcuni mobili dell’abitazione calabrese, l’omonimo del Capo dello Stato ha scoperto un vecchio titolo appartenuto alla mamma e rimasto chiuso per decenni nel cassetto di un comò.
«Ho pensato di incorniciarlo per tenerlo come ricordo o al più di provare a venderlo come pezzo di antiquariato», racconta lo stesso Mattarella.
«All’epoca 5mila lire erano un tesoretto – dice ancora il 55enne – Non so come mai quel titolo sia stato di fatto dimenticato in un cassetto dai miei familiari e non sia stato mai incassato».
Prima di sistemare il vecchio Bot tra i cimeli di famiglia, l’omonimo del presidente ha chiesto la consulenza di persone esperte. «La mia compagna mi ha spiegato che esiste un’associazione che, tra le altre cose, è specializzata proprio nel recupero di vecchi titoli di Stato mai riscossi – sottolinea Mattarella – Mi sono rivolto a loro, mi hanno dato tutte le informazioni necessarie e prospettato le varie possibilità di azione».
Il gruppo in questione è Agitalia, Associazione per la Giustizia in Italia, che tra i temi trattati si occupa in particolare di «recuperare, attraverso azioni legali, stragiudiziali e giudiziali titoli bancari e postali nonché titoli di Stato e simili mai riscossi attraverso la consulenza e l’opera di un pool di professionisti esperti in diritto bancario, commerciale e tributario».
Il Bot, rimasto per decenni in un comò, oggi potrebbe trasformarsi in un capitale. «Il titolo è stato fatto stimare da un nostro consulente contabile – sottolineano in una nota i responsabili della stessa Agitalia – È risultato un valore monetario attuale tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per tanti decenni di giacenza nelle casse dello Stato, pari a circa 95mila euro».
Naturalmente, incassare una simile somma non è automatico né scontato. «Come mi è stato spiegato dagli esperti, per incassare l’intera somma dovrei avviare un contenzioso che richiederebbe sicuramente anni e si tratterebbe di un percorso lungo e tortuoso – dice ancora Sergio Mattarella – L’alternativa è scegliere la via più “soft” della mediazione, un percorso più breve che permetterebbe comunque di recuperare, in tempi decisamente più rapidi, almeno il 30-40% del valore effettivo».
L’omonimo del presidente della Repubblica ha scelto la seconda strada. «Sono comunque soldi che “piovono dal cielo”, una sorpresa quanto mai utile e importante, in questo periodo difficile – dice il 55enne – Probabilmente già nel mese di luglio ci sarà la prima udienza e poi spero che l’iter si concluda abbastanza rapidamente».
«Sergio Mattarella ha conferito mandato al nostro ufficio legale per agire al fine del recupero della somma», confermano da Agitalia. «La Banca d’Italia – aggiungono dalla direzione dell’associazione – è obbligata a “onorare” tutti i debiti esistenti dei vari Istituti bancari, anche se estinti, fusi od assorbiti prima dell’avvento della Repubblica Italiana».
Anna Campaniello

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