Trovata l’intesa. Sciopero rientrato alla Holcim

(m.d.) Sciopero rientrato alla Holcim di Merone. Ieri i dipendenti della cementeria erbese hanno incrociato le braccia e organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. L’agitazione era stata decisa alla fine della scorsa settimana per protestare contro le modalità di applicazione della cassa integrazione straordinaria e di assegnazione del contributo di 1.500 euro all’anno stabilito nell’aprile scorso, quando fu raggiunto l’accordo tra sindacati e azienda dopo l’annuncio di

oltre 110 esuberi alla cementeria.
Ieri i rappresentanti sindacali interni di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i vertici della Holcim. Un confronto che ha portato a un’intesa che, almeno per il momento, ha posto fine alle proteste. Da oggi, infatti, nello stabilimento erbese si torna a lavorare regolarmente.
Il malcontento tra i dipendenti riguardava l’applicazione della cassa integrazione che, stando agli accordi sottoscritti ad aprile, per un paio di anni dovrebbe coinvolgere, a rotazione, tutti i lavoratori. Rotazione che invece, a detta della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), in alcuni reparti non veniva rispettata.
Ma non solo. Al centro dello scontro con l’azienda anche le modalità di assegnazione del contributo di 1.500 euro all’anno, erogato dalla stessa Holcim a titolo di sostegno alle spese scolastiche e sanitarie dei dipendenti. Sempre secondo la Rsu, questa somma è stata finora attribuita in proporzione alle ore effettivamente lavorate dai singoli dipendenti che ne hanno fatto richiesta mentre, invece, avrebbe dovuto essere erogata a prescindere dalle ore di cassa integrazione fatte dal singolo lavoratore.
L’intesa raggiunta ieri prevede un ripensamento da parte dell’azienda sulle modalità di rotazione dei dipendenti in cassa integrazione e l’erogazione del contributo di 1.500 euro senza tener conto delle ore di lavoro effettivamente svolte.

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